Di Lucca direttore di Oncologia a Saronno: «Struttura indebolita, da rilanciare»

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SARONNO – Il dottor Giuseppe Di Lucca (nella foto) è da novembre il nuovo direttore della struttura complessa di Oncologia dell’ospedale di Saronno. Milanese di nascita, Di Lucca è in possesso di due diplomi di specializzazione in Oncologia ed Ematologia, entrambi conseguiti all’Università degli Studi di Milano. La sua carriera lavorativa comincia presso l’Irccs ospedale San Raffaele di Milano dove, per sei anni, potenzia le competenze per quanto attiene le malattie neoplastiche (soprattutto tumori del sistema linfatico-linfomi di Hodgkin e non Hodgkin) e si specializza nell’attività di ricerca in immunoterapia dei tumori quali carcinoma renale, melanoma, carcinoma dell’ovaio, polmonare e mesotelioma pleurico.

Presta poi servizio alla Casa di Cura Santa Maria (Ospedale San Raffaele fino a giugno 2000, poi Ospedale Multimedica di Castellanza) e qui si occupa dell’attività di coordinamento clinico e di ricerca clinica in studi multicentrici nel reparto di Oncologia medica, con focus su carcinoma polmonare, carcinoma dello stomaco e carcinoma mammario.

In città già nel 2003

Nel 2003 approda all’Uo di Oncologia medica dell’ospedale di Saronno, sotto la guida del dottor Claudio Verusio, dove svolge attività fino al 2019, divenendo nel 2018 responsabile di struttura semplice. Qui Giuseppe Di Lucca svolge attività di reparto, ricerca clinica nel carcinoma polmonare, gastrico e mammario, oltre ad esplorare gli ambiti del carcinoma del pancreas e del colon-retto. La sua professionalità e le sue capacità lo portano a diventare il referente di patologia per i carcinomi della regione testa-collo e per i tumori del tratto gastroenterico, all’interno di un’équipe multidisciplinare composta anche da otorinolaringoiatri e radioterapisti.

Dal 2019 al 2023 torna a collaborare con l’Irccs ospedale San Raffaele di Milano nell’unità operativa di Medicina generale e delle cure avanzate in qualità di responsabile del progetto Choosing Wisely, destinato all’applicazione della medicina basata sull’evidenza in aree quali degenza di medicina ad alta intensità di cura e di chirurgia specialistica ad alta complessità (neurochirurgia, cardiochirurgia). Un altro incarico è quello di supervisionare il percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale dei pazienti con diagnosi oncologica e onco-ematologica ricoverati in Medicina interna. Nel giugno 2023 passa in forza all’Uo di Oncologia del San Raffaele come aiuto, occupandosi di terapie di supporto e di tumori del pancreas. Relatore in innumerevoli corsi, convegni e congressi, tenuti sia in Italia che all’estero, il dottor Di Lucca è anche autore di prestigiosi lavori scientifici.

«Struttura indebolita ma da rilanciare»

«Sono molto contento di tornare nell’ospedale in cui ho lavorato per oltre 15 anni e di dare seguito all’opera del dottor Verusio – afferma – Sono stato protagonista e testimone di momenti difficili: la pandemia e la progressiva perdita di personale medico e infermieristico hanno indebolito tutto il Ssn, non soltanto il nostro ospedale. Siamo però di fronte alla sfida di rilanciare l’attività rafforzando il nostro ruolo di punto di riferimento per i malati oncologici del territorio, una sfida stimolante che le nostre direzioni sostengono con tutte le forze.​

«Le parole chiave sono multidisciplinarietà, presa in carico e cooperazione con il territorio. Le terapie oncologiche sono divenute più efficaci, ma anche più complesse, e il paziente necessita della valutazione coordinata di più specialisti per la gestione ottimale della malattia e delle tossicità dei trattamenti. La presa in carico vuol dire seguire il paziente dalla diagnosi durante tutte le fasi della malattia e dopo la guarigione: un’impresa di cui l’oncologo non può farsi carico da solo. È richiesto l’intervento di una serie di figure professionali – medico di medicina generale, infermieri, servizi sociali – che possano integrare il lavoro dello specialista garantendone la continuità. Proprio in questo scenario si dovrà inserire anche per l’oncologia il potenziamento della medicina territoriale».

Ricoveri sospesi in estate

Le sue priorità attuali sono due, strettamente interdipendenti: l’aumento dell’organico medico e la riapertura dei letti di degenza, con i ricoveri sospesi la scorsa estate anche per la necessità di supplire alle carenze di medici al day-hospital oncologico di Busto Arsizio. «Ho trovato uno staff giovane ma molto preparato ed entusiasta: ho fiducia in loro per costruire un percorso di elevata performance per i nostri pazienti».

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