Oncologia e Reumatologia: l’Ospedale di Saronno punto di riferimento

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Alessandro Sinelli, responsabile dell’Ambulatorio di Reumato-oncologia

SARONNO – All’Ospedale di Saronno viene avviato il servizio di Onco-Reumatologia, che rappresenta una pietra miliare per il trattamento delle complicanze immunoreumatologiche della terapia con Ici (inibitori del checkpoint immunitario) e per la gestione congiunta dei pazienti che sviluppano neoplasie durante una malattia reumatologica. Una novità che vuole rappresentare un punto di riferimento avanzato per tutto il territorio dell’Asst Valle Olona. Se reumatologia e oncologia sono due specialità mediche che sembrano essere molto lontane tra loro le contingenze attuali impongono invece un importante cambio di prospettiva.

Collaborazioni multidisciplinari

Sono infatti sempre più necessarie collaborazioni multidiscipinari perché il paziente sia al centro e non sia visto solo come affetto da artrite o malato tumorale. Il paziente è una persona, affetta magari da molte patologie, ma pur sempre un essere umano con il suo dolore, la sua disabilità, le sue difficoltà ad assumere le terapie, il suo carico emotivo, le sue paure. Ecco perché aperture professionali e team multidisciplinari sono diventati elementi necessari, pur nel rispetto delle specifiche competenze, così da prendere in carico i malati e fornire risposte alla loro complessità. Sempre più spesso viene descritto un legame tra neoplasie e malattie reumatologiche, motivo per cui è inderogabile una solida interazione tra oncologia e reumatologia. Nella letteratura medica è abbondantemente evidenziata l’associazione tra alcuni particolari tipi di neoplasie quali linfoma, tumore del polmone, melanoma, ecc. e patologie reumatologiche come sindrome di Sjogren, Les, miositi, artrite reumatoide, per citarne alcune. Sono ancora tanti i quesiti aperti sulla causa di queste correlazioni: l’infiammazione persistente e sostenuta nel tempo, caratteristica delle malattie reumatologiche, parrebbe essere la principale responsabile della trasformazione tumorale, ma si ipotizzano anche fattori genetici o ambientali condivisi, per esempio il fumo e le esposizioni a sostanze tossiche.

Attenzione sulle complicazioni

«Non da ultimo è crescente l’attenzione sulle complicazioni immuno-correlate osservate nei pazienti oncologici trattati con inibitori del checkpoint immunitario (Ici), una classe di farmaci che ha ampliato il trattamento di molti tipi di neoplasie. Queste molecole vanno ad agire sulla regolazione di processi chiave del sistema immunitario, in particolare sulle vie di segnalazione responsabili della tolleranza immunologica, un concetto che previene la distruzione di cellule proprie dell’organismo da parte del sistema immunitario», spiega Alessandro Sinelli, responsabile dell’Ambulatorio di Reumato-oncologia afferente all’Immunoreumatologia diretta da Francesco Saccardo, nel contesto della Uoc di Medicina dell’Ospedale di Saronno. «Altro aspetto saliente – prosegue – è l’effetto di demineralizzazione ossea provocata da alcuni farmaci, gli inibitori dell’aromatasi e gli anti-androgeni, ampiamente utilizzati per il trattamento del cancro al seno e alla prostata». Sinelli ha maturato la sua professionalità presso l’Istituto Gaetano Pini di Milano, con cui ha deciso di abbracciare lo spirito di innovazione e multidisciplinarietà, elemento essenziale proprio della Uoc Medicina diretta da Alba Sciascera.

Trattamento oncologico e reumatologico

Alba Sciascera e Giuseppe Di Lucca, direttore dell’Uoc Oncologia dell’Ospedale di Saronno, sono entrambi allievi del professor Rugarli; le loro strade si sono divise dopo la specialità per poi riunirsi nuovamente. «Essere nati clinicamente entrambi dalla costola del Prof. Rugarli – commenta Alba Sciascera – aumenta l’intesa clinica fra noi e permea il lavoro in team tra due realtà che hanno sempre collaborato e condiviso percorsi. Questo favorisce la discussione multidisciplinare dei casi complessi e la fondamentale necessità di decidere insieme il percorso e il trattamento. Vogliamo crescere insieme nella gestione della complessità clinica del paziente, della politerapia, delle interazioni tra farmaci. Desideriamo sostanzialmente farci carico sia del trattamento oncologico sia di quello reumatologico, utilizzando i farmaci più efficaci, ma con attenzione alla sicurezza, definendo e condividendo le priorità di tale complessità mantenendo al centro la figura del paziente».

Percorsi dedicati

«Negli ultimi anni – osserva Giuseppe Di Lucca – l’introduzione dell’immunoterapia con inibitori del checkpoint ha rivoluzionato lo scenario terapeutico per molte malattie tumorali. Le indicazioni approvate si stanno ampliando sia a diversi tipi di neoplasia che a diversi stadi di malattia. Parallelamente all’aumento dell’utilizzo, sta emergendo anche la loro peculiare tossicità, legata all’attivazione del sistema immunitario verso organi diversi dal bersaglio tumorale. Nella maggior parte dei casi le tossicità non sono gravi, ma possono impattare negativamente sulla qualità di vita e sull’efficacia del trattamento. L’approccio multidisciplinare alla diagnosi e alla gestione delle tossicità è raccomandato da tutte le società scientifiche. È fondamentale che questi pazienti possano avere dei percorsi dedicati governati da specialisti che operano in stretta collaborazione con l’oncologo».

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