Diabete e adolescenti, a Varese il camp tra sport e scienza con ragazzi da tutta Italia

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VARESE – «L’obiettivo di questo progetto in partnership, nato un anno fa, è far capire che il diabete è gestibile ed è possibile, grazie alla tecnologia, fare la vita che fanno tutti». Con queste parole Gianluca Garziera, general manager della società Ypsomed Italia, ha illustrato oggi, giovedì 27 febbraio, a Palazzo Estense, i particolari dell’iniziativa “mylife Camp – Varese 2025”,  camp educazionale per ragazzi diabetici di età tra i tredici e i diciassette anni, provenienti da tutta Italia, che avrà inizio domani e proseguirà fino a domenica.

Le attività con risorse ed eccellenze del territorio

«È un momento sicuramente importante quello che si è svolto questa sera – ha dichiarato Garziera dopo i saluti della vicesindaco Ivana Perusin, dell’assessore allo Sport Stefano Malerba e di Pierpaolo Frattini, responsabile della Canottieri Varese – rivolgo ancora una volta un ringraziamento speciale alle istituzioni che hanno presenziato, ai partner con i quali collaboreremo in questi tre giorni di camp, e infine ai clinici e ai ragazzi, vero cuore pulsante di questa importante iniziativa».
L’evento mette la città e Regione Lombardia al centro dell’attenzione sul tema del diabete di tipo 1, soprattutto in età adolescenziale: «Le attività proposte durante il camp si articoleranno in diverse esperienze, valorizzate grazie alle risorse e le eccellenze presenti nel territorio. In particolare, i ragazzi avranno l’opportunità di praticare pattinaggio sul ghiaccio all’Acinque Ice Arena e alla Varese Ghiaccio, di avvicinarsi al canottaggio sotto la guida della Canottieri Varese e di divertirsi – imparando attraverso un’attività educativa sulla cucina e l’alimentazione, realizzata in collaborazione con l’Istituto alberghiero De Filippi. Sempre nell’ottica di collaborare con le eccellenze e le realtà del territorio, tengo a rivolgere un ringraziamento particolare a Tigros, che ha voluto donare prodotti alimentari che serviranno ai ragazzi e alle ragazze durante le attività sportive».

La sfida e le possibilità offerte dalla tecnologia moderna

Come ha sottolineato Marco Marigliano, professore associato di pediatria all’Università di Verona e coordinatore del gruppo di studio sul diabete della Società Italiana di Diabetologia ed Endocrinologia Pediatrica, «la sfida sarà principalmente imparare a modulare al meglio l’infusione di insulina durante l’attività sportiva, spesso abbandonata in adolescenza per le difficoltà nella gestione della glicemia. I ragazzi che parteciperanno al camp provengono da quindici centri italiani di diabetologia pediatrica appartenenti alla Siedp».
Secondo Andrea Scaramuzza, responsabile della diabetologia pediatrica di Asst Cremona – Ospedale Maggiore, «il compito dei team di diabetologia pediatrica, composto da medici, infermieri, dietisti e psicologi, è quello di aiutare le famiglie nella gestione del diabete di tipo 1, in tutti i momenti e aspetti, sia per la parte medico-scientifica che per la parte psicologica ed emotiva. La moderna tecnologia, ad esempio l’utilizzo di microinfusori di ultima generazione con algoritmi per la regolazione automatica dell’infusione di insulina come myLife Loop, permette di semplificare la gestione di molti momenti della vita dei nostri ragazzi».
«Questa è un’iniziativa molto importante – ha concluso Garziera – sia dal punto di vista scientifico che del ritorno sul territorio. Un ottimo esempio di collaborazione tra privati, associazioni e istituzioni per disegnare e realizzare insieme un evento che Ypsomed Italia sostiene tramite un contributo non condizionante, utile per far progredire la ricerca e l’innovazione in un campo così delicato, soprattutto per i pazienti, quale quello delle malattie croniche».

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