Dietro ai record mondiali di apnea di Carrera la mano di un terapista bustocco

Davide Carrera (a sx) e Gianluigi Azimonti

BUSTO ARSIZIO – Dietro ai nuovi record mondiali del pluricampione di apnea Davide Carrera, c’è la mano di un terapista bustocco, Gianluigi Azimonti, l’ideatore di Terapia Diaframmatica, innovativo metodo di correzione della condizione posturale a partire da un cambiamento della respirazione. Segue infatti da circa un anno l’apneista torinese che il 19 e il 20 luglio scorsi, a Riva del Garda, ha segnato due nuovi primati del mondo di apnea in acqua dolce in assetto costante, scendendo a -93 metri con le bipinne e a -103 metri in monopinna. Solo pochi giorni prima lo straordinario Carrera aveva stabilito ulteriori due record nazionali migliorando i suoi precedenti con le bipinne in acqua salata (prima a -114 metri e poi a -117 metri) alle Bahamas.

Il metodo e gli apneisti

“La respirazione è il motore di tutto, a livello mentale e fisico” dice sempre Umberto Pelizzari, la leggenda bustocca capace di stabilire record mondiali in tutte le discipline dell’apnea. È grazie a lui che il massoterapista Gianluigi Azimonti si è avvicinato al mondo dell’apnea, per applicare il suo metodo perfezionato negli ultimi dieci anni. «È stato il mio mentore» rivela il terapista, che da circa un anno ha iniziato a lavorare al fianco di Davide Carrera, applicando il suo “Metodo Azimonti” per migliorarne le prestazioni. «Tra un tuffo e l’altro l’aiuto di Gianluigi è stato fondamentale per rimettermi in forma a livello muscolare e articolare» le parole dell’apneista torinese subito dopo i record a Riva del Garda. «Davide è un campione nello sport e nella vita – l’orgoglio di Gianluigi Azimonti – la perseveranza, l’attitudine mentale, il suo perfetto e controllato mindset rendono la collaborazione al suo fianco straordinaria ed entusiasmante».

Il metodo

La Terapia Diaframmatica-Metodo Azimonti è una terapia posturale, manuale, naturale (senza utilizzo di elettromedicali) a carattere scientifico che si fonda sul trattamento dei 5 diaframmi e sulla manipolazione neuromiofasciale, ridando nuova e corretta distribuzione dei carichi strutturali e permettendo una diversificazione dei diversi volumi polmonari. «La svolta anni fa – spiega Gianluigi Azimonti – è stato verificare che un cambiamento della biomeccanica respiratoria comportava conseguenzialmente un miglioramento della condizione strutturale, ortopedica, partendo proprio da quella biomeccanica, legata principalmente solo alla respirazione. Il lavoro principale è quello sul diaframma: una corretta respirazione cambia l’atteggiamento posturale, dando più verticalità, obiettivo principale. Negli atleti, in particolare, una postura idrodinamicamente corretta crea quel “proiettile” che efficacemente ha maggior potenza, vigore e slancio nel suo gesto sportivo, rendendolo più performante».

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busto arsizio apnea gianluigi azimonti – MALPENSA24
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