BUSTO ARSIZIO – Dopo il co-capoluogo un’università. «Non solo una facoltà, una vera sede universitaria». Il capogruppo della Lega Simone Orsi non si accontenta della sua proposta di Busto Arsizio affiancata a Varese al vertice della Provincia ma vuole fare “all in” con l’università in città. Nel frattempo però il corso di laurea di Farmacia dell’Insubria, che era stato “offerto” a Busto Arsizio, per ora si è insediata a Como.
La situazione
Nei giorni scorsi, nella riunione della commissione bilancio, Orsi ha rilanciato l’argomento proprio alla vigilia dell’annuncio dell’attivazione del nuovo corso di laurea magistrale in Farmacia dell’Insubria a Como. È il corso che la rettrice dell’ateneo Maria Pierro ha proposto di collocare a Busto Arsizio. L’idea non è tramontata per il futuro: l’Insubria ha aperto un tavolo di confronto con la Camera di Commercio per l’ipotesi Malpensa Fiere e in prospettiva resta aperto il sogno del campus sul sedime dell’attuale ospedale che nel 2031 dovrebbe essere dismesso con il trasloco nel Grande Ospedale della Malpensa.
L’appello
«La città cresce se ci sono i giovani – le parole del capogruppo leghista in sala esagonale – io continuo a ripetere all’assessore Chiara Colombo che voglio l’università, una grossa università con sede a Busto Arsizio. Ma una vera sede universitaria con diverse facoltà, non solo una facoltà». Per il capogruppo del PD Maurizio Maggioni però il Comune dovrebbe fare il primo passo: «Se non diamo noi i locali, le università non arrivano». Nella sua relazione al DUP peraltro l’assessore alle politiche educative Chiara Colombo aveva fatto un passaggio per ricordare la volontà dell’amministrazione di dare «spazio al contesto universitario. Già lo scorso anno abbiamo ampliato l’offerta formativa» con il nuovo corso di laurea in scienze motorie.
L’Università dell’Insubria a MalpensaFiere: il corso di Farmacia fa rotta su Busto?
