LEGNANO – Primo confronto pubblico, organizzato dall’associazione culturale Legnano Domani, fra i candidati sindaci della città all’auditorium di Confcommercio nella sera di lunedì 13 aprile (nella foto). In ordine cronologico di candidatura, Federico Amadei (Patto Civico), Mario Almici (centrodestra), Lorenzo Radice (centrosinistra) e Carolina Toia (Lista Toia Sindaco) hanno risposto alle domande del presidente di Legnano Domani Simone Finotti e a quelle del pubblico (numeroso: la sala era gremita) introdotti da Roberta Paparatto di Legnano Domani e dal presidente dell’associazione territoriale di Legnano di Confcommercio Paolo Ferrè. Di seguito, una sintesi delle posizioni da loro espresse sui quattro temi scelti dagli organizzatori per la serata.
Desertificazione commerciale
Almici: è un tema molto preoccupante e molto avvertito. Quello che voglio fare è affrontarlo con il mio stile, prettamente manageriale e non ideologico, ad esempio con parcheggi gratuiti all’ora di pranzo e facendo tornare a città veramente attraente.
Amadei: quando si entra in città si hanno due supermercati, uno per parte. Negli ultimi 10 anni non c’è stata desertificazione commerciale, ma del piccolo commercio, mentre la grande distribuzione ha avuto uno sviluppo eccessivo. Il Comune deve garantire al piccolo commercio quel passaggio che offrono le gallerie commerciali, con isole pedonali e vie periferiche belle, moderne, accoglienti.
Radice: è un problema che travalica la città e le difficoltà risalgono agli inizi degli anni 2000, quando furono permessi contratti e convenzioni con le grandi catene commerciali per molte vaste superfici. Dobbiamo fare uno scarto logico: puntare sull’attrattività della città, come abbiamo fatto con Manifattura e università, e scommettere su progetti come il Kimu, che porterà decine di migliaia di visitatori. E comunque il saldo delle vetrine è positivo.
Toia: negli ultimi anni in centro e non solo sono aumentate le vetrine vuote e la rotazione di aperture e chiusure nel giro di brevissimo tempo. Questo per tre concause: il costo degli affitti, l’incremento esponenziale dei costi energetici e il calo dei flussi pedonali. Un circolo vizioso frutto di alcune scelte politiche miopi che non hanno saputo seguire la velocità dei cambiamenti del commercio. Nel mio programma c’è tra l’altro un piano straordinario per negozi ad affitto zero.
Sicurezza
Amadei: la percezione che Legnano sia poco sicura è patrimonio di tutti; la risposta è non solo repressione. I commercianti vogliono uno spazio intorno a sé bello e pulito, oltre che sicuro. E poi servono un Amazon Marketplace legnanese, sistema che funziona nei Paesi anglosassoni, e un servizio di consegna a domicilio per quei prodotti che non si possono portare in bicicletta, compresi quelli dismessi o da rottamare. Inoltre ci devono essere più eventi, azioni sistemiche e non sporadiche, in un giorno fisso a settimana.
Radice: se la percezione blocca qualcuno, è realtà. Il grosso problema è la scarsa presenza di Carabinieri, Polizia di Stato e Locale in orario notturno, quando avvengono spaccate e furti in negozi e abitazioni, e a questo deve provvedere il sistema Paese. Siamo passati da 150 a 350 telecamere, con algoritmi in grado di cercare con l’IA le immagini che le rendano efficaci. Abbiamo introdotto unità cinofile, street tutor, controlli dell’Anc. Occorre insistere su questa strada.
Toia: è la parola più pronunciata da cittadini e commercianti che ho incontrato in questi anni. La risposta della giunta è che è un problema di percezione, e su questo non sono mai stata d’accordo. Altra risposta: le denunce sono diminuite, ma questo – ammesso che sia così – avviene perché le persone rinunciano a presentarle perché nella maggior parte dei casi non porta risultati. Pensiamo a presidio di militari in stazione e a pattuglie serali con servizi straordinari di controllo in centro.
Almici: secondo me Legnano è diventata insicura, altro che percezione. Le unità cinofile due volte al mese servono a poco, la città deve dotarsi di una sua propria per dare continuità ai controlli anti spaccio a partire dal Parco Falcone Borsellino. Voglio far sparire lo spaccio di droga dalla città e mi impegno a farlo. E poi applicare il Daspo urbano a chi ruba nelle cantine e spacca le vetrine, illuminare bene parchi e piazze, mettere totem per dare l’allarme se necessario.
Viabilità
Radice: l’attrattività passa anche dal dare accessibilità e possibilità di mobilità a tutti, ed è quello che stiamo facendo da anni. Oggi siamo pronti ad esempio su introduzione di bici elettriche e a pedalata assistita. Nei prossimi cinque anni abbiamo la possibilità di sviluppare le aree dismesse decongestionando il traffico intorno al centro. Solo la Manifattura avrà un parcheggio di centinaia di posti, oggi Legnano ne ha 3.250 in centro contro i duemila di Busto Arsizio. Siamo la giunta che ha aperto più parcheggi in città. Ora dobbiamo sfruttare le trasformazioni urbanistiche del nuovo Pgt sbloccando una serie di nodi del traffico.
Toia: la Bicipolitana non è amata dal 90% delle persone. In generale, le scelte degli ultimi anni, fra cantieri e percorsi tortuosi, mancanza di parcheggi e parcheggi a pagamento anche nella pausa pranzo, hanno reso sempre più difficile raggiungere il centro, con un calo della clientela per gli esercenti tra il 20 e il 40%. La mobilità sostenibile è stata perseguita come un’ossessione e in chiave ideologica, tanti hanno necessità, non il capriccio, di usare l’auto e non la bicicletta.
Almici: anche qua non ci siamo, se la città è congestionata è per le scelte dell’amministrazione. Come ha detto il presidente dell’Us Legnanese (Luca Roveda, nda) attraversare la città richiede molto tempo, le piste ciclabili non sono sicure e solo un bambino su cinque usa la bicicletta. Dove sono tutti questi utenti che la utilizzano? Solo in via XXIX Maggio hanno raccolto 1.500 firme contro la pista, ma non sono stati ascoltati. E il progetto di viale Cadorna è una sciagura.
Amadei: Legnarello ha fatto una grande battaglia su via Volta e via Foscolo, come i commercianti di via XXIX Maggio con i parcheggi retroversi famosi in tutta Italia perché ci sono solo a Legnano. Ma Lorenzo ha detto “possiamo pensare di modificare qualcosa”. Rispetto agli altri candidati, vogliamo lavorare più sui bus, passando da quelli della Stie, grandi, a gasolio e che girano quasi sempre vuoti, a bus elettrici e più piccoli. E poi il Comune deve incentivare chi vuole aprire botteghe in zone malservite e con pochi parcheggi.
Mercato cittadino
Toia: questa giunta lo ha considerato più un problema che un patrimonio da tutelare e rilanciare. Dove sono andati i 300.000 euro investiti? E che ne sarà se verrà trasferito al coperto? Noi pensiamo a una vera riqualificazione di spazi, superfici e servizi; eventi tematici e format innovativi, con intere giornate dedicate ad esempio a prodotti tipici; promuovere integrazione tra ambulanti e commercio fisso, con promozioni incrociate o comunicazione coordinata.
Almici: noto una distribuzione non corretta, spazi vuoti da una parte e congestionati dall’altra, un’offerta poco differenziata e poco utile alla sua crescita. Va messo mano al regolamento.
Amadei: va mantenuto sia in sede esterna che in quella coperta, e valorizzato. Negli anni 2000 Legnano era la città italiana che dava più introiti alla Siae per gli eventi realizzati dopo Rimini, ora è precipitata in classifica.
Radice: è stato ridisegnato, ridefinite le graduatorie, ridistribuiti i banchi, risolta la commistione con le merci usate. I lavori sono pronti, le buste appena aperte, con giugno potranno finalmente partire, nel viale centrale, per il chiosco della Polizia locale, le pavimentazioni per i banchi del pesce, gli spazi per i rifiuti e le sedute. Poi penseremo a creare eventi e comunicazione, soprattutto alle fasce di età che oggi fanno famiglia.
Toia: «Sul Consiglio Radice fa melina». Brumana: «Dalla giunta una sceneggiata»

