Elezioni provinciali, centrodestra e centrosinistra in campo con Poliseno e Bellaria

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VARESE – Nemmeno il tempo di chiudere gli ombrelloni sulle spiagge che la macchina della politica locale si è già rimessa in moto. Alle viste ci sono le elezioni provinciali di fine ottobre, elezioni di secondo livello (votano soltanto sindaci e consiglieri comunali eletti) ma molto significative sotto il profilo delle alleanze. Per le quali, in pieno clima ferragostano, si era espresso Paolo Grimoldi, segretario lombardo della Lega: nella nostra regione avanti con il centrodestra, era l’imperativo messo nero su bianco dal colonnello di Matteo Salvini. Una sorta di diktat interno per tenere il Carroccio (si può ancora chiamarlo così?) nei posti di comando nelle singole province: il particolare sistema elettorale con voto ponderale agevola infatti scomposizioni e ricomposizioni degli schieramenti che, addirittura, possono escludere la stessa Lega. Proprio come a Varese.

Lega pronta al passo indietro?

Così il centrodestra si è subito attrezzato. Meglio, si è (sarebbe) attrezzata la Lega, pronta – dicono fonti dirette – a fare un passo indietro e ad appoggiare un candidato presidente espresso da Forza Italia.  Nella fattispecie il sindaco di Cassano Magnago, Nicola Poliseno, restio per motivi professionali e impegni municipali ad assumersi anche l’incarico (gratis) in Provincia, ma spinto a tutta forza dal suo partito. Il direttivo di Forza Italia è convocato alla bisogna per il 13 di questo mese. Nel frattempo dovrebbero esprimersi sia i leghisti sia la componente civica, disponibile – si racconta – a votare per un candidato forzista, ma non per un leghista. Componente civica che, se dovesse accettare di far parte del gruppo, rafforzerebbe di gran lunga proprio il centrodestra. Da ricordare che la Lega nel frattempo deve andare a congresso per eleggere il nuovo segretario al posto del dimissionario Matteo Bianchi. Congresso dentro il quale tutte le opzioni, anche in funzione delle alleanze, restano aperte.

Pochi i candidati spendibili

Perché Poliseno? Per il semplice motivo che in base alla sciagurata legge Delrio per il riordino delle province il candidato deve essere un sindaco con davanti ancora due anni di mandato amministrativo. E nel Varesotto, a parte i leghisti, non ce ne sono molti in circolazione con questa caratteristica. Tra i leghisti c’è, ad esempio, Andrea Cassani, primo cittadino di Gallarate. Ma la sua appartenenza politica, allo stato delle cose, rappresenterebbe un ostacolo, se sono vere le indiscrezioni che danno per già chiusa la partita. Almeno fino a prova contraria rispetto agli orientamenti dell’ala più oltranzista della Lega varesina.

Centrosinistra ancora confuso

Discorsi più o meno uguali sul versante di sinistra: pochi i sindaci disponibili a guidare Villa Recalcati. Tra questi c’è Stefano Bellaria, primo cittadino di Somma Lombardo. Politico accorto, disponibile al dialogo e, a quanto pare, ben visto da tutta la componente, anche a sinistra del Partito democratico, a cui è contiguo senza essere iscritto. In verità, il centrosinistra è al momento in uno stato piuttosto confusionale per tutto quel che si sa (il Pd deve celebrare il congresso), ma è costretto a scegliere in fretta. Bellaria, al netto della sua disponibilità, è la carta in questo momento migliore per sostituire Gunnar Vincenzi. Quanto meno in modo virtuale, dato che gli equilibri politici nel Varesotto sono oggi tutti a favore degli avversari.

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