“Esprimi un desiderio” al Miv, Max Angioni: «Ironia arma contro il bullismo»

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Max Angioni e Volfango De Biasi

VARESE – «All’inizio mi trovavo in soggezione a lavorare con tutti quegli attori più grandi ed esperti, e in particolare con uno come Diego Abatantuono. Ma poi siamo diventati amici e mi fa morire dal ridere, adesso mi manda dei vocali dicendo tipo “Ti aspetto a gambe aperte”»: così Max Angioni, insieme al regista Volfango De Biasi, ha raccontato ieri, giovedì 25 settembre, al pubblico del Multisala Impero di Varese le sue esperienze durante le riprese di “Esprimi un desiderio”, film in cui ha esordito da protagonista sul grande schermo e che ha nel cast anche Maria Grazia Cucinotta, Antonio Gerardi e Herbert Ballerina.

La trama

Tra giudizi della nonna sulle prove di recitazione, l’imitazione della voce del regista e l’abbraccio – «sono momenti struggenti» – con il conduttore Paolo Franchini dopo aver scoperto di essere nati lo stesso giorno, l’8 novembre, il comico e De Biasi, di fronte a una sala totalmente esaurita che contava tanti giovani e giovanissimi, hanno risposto a numerose domande sul lungometraggio. Angioni veste i panni di Simone, condannato, in seguito a una disavventura, ai lavori utili in una residenza per anziani dove viene preso di mira da un gruppo di arzilli vecchietti capeggiati da Ettore, interpretato da Abatantuono. Lo scontro iniziale, però, diventa l’occasione per costruire insieme qualcosa di inaspettato, un senso di appartenenza che a tutti loro, in un modo o nell’altro, era mancato.

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Il capovillaggio

Riguardo alla presenza in “Esprimi un desiderio” anche di tanti attori al debutto, il regista ha spiegato che però, «quando se ne prendono di bravi loro trovano abbastanza presto la giusta intesa: è stato un piacere lavorare con un gruppo così, poi ci direte voi». L’invito è stato a incoraggiare altri a vedere il film nel weekend inaugurale, «se poi – ha scherzato – non vi piace, cazzi vostri».
Angioni si è soffermato sul tema del bullismo: «Sono riuscito a combatterlo con l’ironia: ero un figlio unico, un po’ introverso, mi aiutava a metabolizzare quando, per esempio a scuola, vedevo scene così. In questo sono stato simile al personaggio di Simone». Come ha poi aggiunto, «da Volfango ho imparato tanto, ha girato diversi film. Sul set è stato il capitano di questo nostro villaggio, o meglio, il capovillaggio. Da lui ho imparato soprattutto il pragmatismo necessario per portare un processo da un punto A a un punto B».
«Da chi ci fa ridere c’è poco da imparare», ha dichiarato De Biasi. «Mentre te ne stai lì uno come lui, o Abatantuono, ti fa ridere e non riesci a capire come. Perciò ho imparato poco, ma mi sono divertito tanto».

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