GALLARATE – E’ andato deserto l’interpello straordinario che avrebbe dovuto portare cinque amministrativi all’Ufficio del Giudice di Pace di Busto-Gallarate. Le previsioni, purtroppo, non sono state disattese e nessuno ha risposto alla chiamata che, arrivata a fine luglio, avrebbe potuto, queste le speranze, portare un aiuto all’ormai insostenibile situazione sul fronte sottorganico in cui l’ufficio versa.
Un aiuto è comunque arrivato
Un supporto è comunque arrivato, a Gallarate ha preso servizio una nuova assistente giudiziaria trasferitasi per ragioni familiari. Non abbastanza, ma meglio del niente arrivato dall’interpello. Un niente che, purtroppo, conferma quanto l’ufficio non si attrattivo. E del resto era già accaduto l’anno scorso, nell’occasione ad andare deserto fu un concorso. Il nuovo aiuto è in ogni caso da valutarsi come estremamente prezioso vista la situazione denunciata ormai da anni da avvocati e magistrati.
Situazione difficile
La situazione resta dunque molto complicata. Un ufficio paralizzato così come da anni denuncia l’avvocatura. Ad oggi abbiamo rinvii di cause semplici fissati al 2031 e circa 10mila richieste di decreti ingiuntivi pendenti. Che tradotto in cifre al ribasso significano 50milioni di euro bloccati per le aziende del territorio (con le cause ordinarie arriviamo a 15mila decreti pendenti e 90milioni fermi) e circa 8milioni di euro in parcelle bloccate per gli avvocati. In sintesi un territorio ingessato sotto il profilo degli incassi. Questo perché l’ufficio del giudice di pace di Busto Arsizio soffre di una cromica carenza di personale. L’arrivo di una nuova unità amministrativa è di certo una buona notizia ma si tratta di una goccia nel mare.
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