Ex Borri, la ditta appaltatrice accusa il Comune di Busto: “Sue le inadempienze”

BUSTO ARSIZIO – Si profila una nuova grana nel settore dei lavori pubblici, delega gestita direttamente dal sindaco Emanuele Antonelli, per l’amministrazione civica di Busto Arsizio. Al centro del contenzioso  tra Palazzo Gilardoni e l’impresa Neocos di Borgomanero c’è l’ex Borri, precisamente il recupero della parte storica dell’edificio acquistato dal Comune (sindaco Gianfranco Tosi) e mai riqualificato. Gli uffici di via Fratelli d’Italia hanno di recente avviato le procedure per la risoluzione del contratto “per gravi inadempimenti” a carico del consorzio di imprese con capofila la Neocos. Tra le motivazioni: i ritardi e la richiesta di una variante progettuale di 3 milioni di euro. Tutto vero? Secondo la Neocos non sarebbe esattamente così e, comunque, la stessa società contesta la decisione di recedere dal contratto e, avvertendo di volersi tutelare nelle sedi opportune, dà la propria versione dei fatti in una nota stampa. Eccola.

In relazione alle notizie apparse sulla stampa con riguardo alla decisione dell’Amministrazione della Città di Busto Arsizio di risolvere il contratto in oggetto, corre l’obbligo di precisare che l’Impresa Neocos ha contestato la legittimità della decisione di recedere dal contratto. Nell’ambito dei lavori l’Impresa ha rilevato gravi irregolarità procedurali precedenti alla rescissione – inclusa la mancata acquisizione di pareri obbligatori – e l’infondatezza, nel merito, delle contestazioni mosse all’Appaltatore, che originano unicamente dall’avere evidenziato le incongruenze tra lo stato di fatto e il progetto di fattibilità tecnico economica dell’opera posto a base di gara.

E’ del tutto evidente che il progetto di fattibilità è stato promosso e approvato dal medesimo Ufficio Tecnico del Comune che ha dato corso al procedimento per la risoluzione in assenza dei relativi presupposti.

La risoluzione comunicata, lungi dal poter essere attribuita a inadempimenti di Neocos, tradisce la volontà di abbandonare definitivamente il progetto di riqualificazione dell’ex calzaturificio Borri, per ragioni che appaiono legate ad errori nella programmazione economica dell’opera e di quelle ad essa collegata, con ricadute destinate ad impattare anche sull’adiacente intervento di Housing Sociale.

Fermo restando che l’impresa non mancherà di tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti, duole dover constatare che, ad oggi, giace inascoltato l’invito rivolto all’Amministrazione a rivedere le proprie determinazioni e ad aprire un confronto che potrebbe consentire – nel rispetto della normativa vigente e dei tempi imposti dal PNRR – di dare esecuzione all’intervento, nel migliore interesse della cittadinanza.

Neocos srl

Paradosso ex Borri a Busto: stop alla parte storica, avanti l’housing sociale

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