Fagnano, Santanché: «Fratelli d’Italia non è un taxi e non fa supercazzole»

fagnano santanché fratelli d'Italia

FAGNANO OLONA – «Siamo nelle mani di un governo di pazzi che stanzia 120 milioni di euro per incentivare l’acquisto di monopattini elettrici tra le misure per affrontare la crisi». E ancora: «Nessuno prenda il nostro partito come se fosse un taxi per compiere un pezzo di strada. Di questa gente non ne abbiamo certo bisogno. Fratelli d’Italia è in crescita, punta a diventare il primo partito del centrodestra e siamo un passo dall’esserlo. E sapete perché? Perché noi abbiamo Giorgia Meloni, un leader che a differenza di altri studia, è preparata e non fa supercazzole».

Daniele Santanché, senatrice e coordinatore regionale della Lombardia di Fratelli d’Italia arriva all’inaugurazione del circolo di Fagnano puntuale. E quando scende dall’auto chiede, come prima cosa, di poter scambiare qualche chiacchiera con i referenti territoriali del partito, gli amministratori e i militanti presenti in buon numero e nonostante il caldo. Poi però quando prende la parola picchia duro. E, senza fare nomi e cognomi, con riferimenti che sono tutt’altro che casuali, “piccona” il governo, non risparmia punzecchiature agli alleati e a coloro (i lombardi ideali ndr) che vorrebbero saltare di nuovo su un carro politico «che prima hanno abbandonato pensando di trovare chissà cosa, quando invece il paradiso siamo noi».

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Pazzi, taxi e…

Parte dall’attualità nazionale Daniela Santanché, ovvero dalla crisi sanitaria e dalle misure governative messe in campo per affrontarla. E dice di essere preoccupata, «perché non vorrei che la crisi economica faccia più vittime del coronavirus. I miei timori sono dovuti al fatto che siamo nella mani di un governo di pazzi. E di incapaci. Che non hanno idea di come condurre il Paese fuori da questo momento difficile. Il più complicato dal dopo guerra a oggi».

Poi sposta il discorso sulla forza di Fratelli d’Italia: «Non siamo più il partito del 2,7%. Oggi siamo in crescita e per questo dobbiamo fare ancora più attenzione e fare selezione all’ingresso. In tanti ora vogliono entrare nel partito, ma noi non siamo e non facciamo da taxi a coloro che ci vorrebbero usare per fare un pezzo di strade e poi scendere alla prima occasione. Chi si iscrive a Fdi non deve pensare di ottenere rendite politiche personali, perché di quel tipo di militanti non abbiamo proprio bisogno».

supercazzole

A questo punto l’intervento si sposta sui leader nazionali: «Il nostro – dice – Giorgia Meloni, studia, si prepara e sa scegliere, a differenza di qualche alleato, anche le alleanze a livello europeo. Meloni poi non fa supercazzole come qualcun altro ed è per questo che la gente ci dà fiducia». Pepe che viene subito addolcito: «Sia chiaro, noi vogliamo stare con Lega e Forza Italia perché sono gli italiani che vogliono insieme. Ma è altrettanto chiaro che nessuno può pensare di prenderci a pesci in faccia».

Tiriamo dritto

E al termine dell’intervento ufficiale Daniela Santanché torna su alcuni passaggi del discorso. Soprattutto su qualche preciso riferimento con ricaduta locale. Più in particolare sulla situazione di Luino, dove la Lega, ad accordo chiuso, ha strappato con il centrodestra: «Il nostro Andrea Pellicini, che ha lavorato benissimo da sindaco, ha fatto di tutto per tenere insieme l’alleanza di centrodestra. Tanto che c’era un accordo sottoscritto. A noi di Fratelli d’Italia basta anche una stretta di mano, ad altri, evidentemente non è sufficiente nemmeno la firma sotto i patti presi. Ma noi siamo orgogliosi di quel che siamo e tiriamo dritto».

Lombardi (non) ideali per FdI

E’ presto per parlare di resa dei conti. Ma che tra Fratelli d’Italia e Lombardia Ideale i rapporti non siano poi così idilliaci lo si percepisce da più parti. Un po’ dalle parole della senatrice, un po’ da quelle del coordinatore provinciale, ma soprattutto dalle riflessioni di diversi Fratelli arrivati a Fagnano per ascoltare Daniela Santanché.

E chiaro che i più schietti sono i militanti che, lontano dai microfoni (accesi), si lasciano andare a commenti inequivocabili e a un “pippirimerlo” a chi vuol fare la parte del figliol prodigo: «Chi ieri ha lascito il partito per Lombardia Ideale oggi torna a bussare alla nostra porta. Troppo comodo, no grazie».

Duro, ma senza nomi e cognomi, il passaggio della senatrice (quello sul “partito taxi” per intenderci). Così come quello di Pellicini, il quale prima fa un passaggio sulla storica sede del partito nella città di Varese: «Da un po’ di tempo abbiamo ospitato altre persone (Orizzonte Ideale – Lombardia Ideale), ma da settembre torniamo a casa nostra e Fratelli d’Italia avrà di nuovo una propria casa». E poi aggiunge un bordata mica da ridere: «C’è qualcuno che è passato in Lombardia ideale e ora ha chiesto di tornare indietro. Però è stata messo in attesa. In lunga attesa». Insomma non è guerra aperta (per ora), ma nemmeno certamente amore.

Il parterre

Piena la sala. Tra i presenti, per la maggior parte non di Fagnano, c’erano oltre al presidente del circolo Fabio Pigni, al vicepresidente e consigliere comunale Federico Fasolino, all’assessore Claudia Guaglianone: il coordinatore provinciale e sindaco di Luino Andrea Pellicini, il coordinatore della Valle Olona Maurizio Pacchioni, il vicesindaco di Gallarate Francesca Caruso, la consigliera di Busto Mariangela Buttiglieri, il consigliere comunale di Gallarate Giuseppe Lorusso, il consigliere regionale e capogruppo in Regione Franco Lucente, l’ex sindaco di Solbiate Olona Luigi Melis e Mariella Meucci. E a sorpresa anche l’ex vicesindaco di Fagnano Piera Stevenazzi.

L’omaggio alle vittime del Covid

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