Santosh riabbracciato dai genitori. Da Ferno a Como: il racconto della fuga

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Santosh insieme a mamma Monica e papà Pierluigi

FERNOSantosh è a casa sua, adesso. Dopo nove lunghissimi giorni di ricerche sfibranti, di momenti d’angoscia per la famiglia e per la comunità di Ferno, la sua fuga è terminata a Como. Lo ha scelto lui. È stato il 13enne, infatti, a decidere che era arrivato il momento di tornare da mamma Monica e papà Pierluigi. E così si è fatto prestare un cellulare e ha composto il numero di casa per farsi venire a prendere.

Dopo aver riabbracciato i genitori, è cominciato il racconto di come e cosa lo abbiano spinto a far perdere le sue tracce per così tanto tempo. E sono emersi i primi dettagli: le tappe ricostruite attraverso le segnalazioni, il viaggio compiuto completamente a piedi, l’aiuto ricevuto da due senzatetto.

Giorni di cammino. Fino a Como

Tutto inizia la notte tra il 23 e il 24 agosto. Santosh lascia casa e si allontana senza dare più sue notizie. Colpa di uno screzio, come spesso succede quando gli adolescenti si “scontrano” con la famiglia per un motivo qualsiasi. Una lite che si è trasformata in una fuga di oltre una settimana. A fornire le prime ricostruzioni è lo zio Giuseppe Blumetti, la voce dell’ultimo appello lanciato durante le indagini.

«Ha dichiarato di essere arrivato a Como», dice. E quando sono stati chiesti dettagli su come sia arrivato nel capoluogo lariano, la risposta è stata che non ha mai avuto altre alternative alle sue gambe. Santosh, in questi nove giorni, ha sempre camminato. Da Ferno a Como. Un lungo percorso intervallato da alcune tappe, ovvero quelle legate alle segnalazioni della sua presenza negli ultimi giorni in provincia di Varese: Cairate e Tradate. Dopo di che il nulla.

L’aiuto di due senzatetto

Una volta arrivato a Como, poi, non è rimasto da solo. «Due senzatetto si sono presi cura di lui», prosegue lo zio. Sono stati gli ultimi giorni passati nella città lariana, fino a quando non ha deciso di tornare sui suoi passi. Si è fatto prestare un cellulare e ha chiamato casa per farsi venire a prendere. I genitori hanno riabbracciato il figlio nelle vicinanze del Tempio Voltiano, sulle rive del lago. Ora è a casa, finalmente. Dove, coccolato dall’affetto di mamma e papà, può lasciarsi alle spalle i giorni e le notti della fuga.

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