VARESE – Quello della violenza filio-parentale è un fenomeno in crescita, seppur poco conosciuto, che vede i figli comportarsi in modo violento nei confronti genitori. Per sensibilizzare e approfondire il tema, è in programma – il prossimo 1º ottobre – nell’aula magna dell’Università degli Studi dell’Insubria, l’evento “Violenza figlio-parentale: ruolo dei servizi e delle istituzioni”.
La giornata
La violenza filio-parentale
«Con il termine violenza filio-parentale si intendono tutti quei comportamenti intenzionali, ripetuti e maltrattanti posti in essere dai figli verso i genitori», spiega Termine. «Si tratta di una dinamica complessa e delicata, spesso legata a difficoltà tipiche dell’adolescenza, che si inseriscono in contesti familiari caratterizzati da stili educativi estremi, autoritari o eccessivamente permissivi. Qui, la mancanza di confini chiari e di comunicazione efficace può facilitare l’emergere di atteggiamenti aggressivi e oppositivi da parte dei figli. Il sistema giudiziario minorile è spesso chiamato a intervenire in situazioni dove il minore, pur essendo autore di comportamenti devianti, necessita di un’attenta valutazione del contesto familiare che ha contribuito alla genesi di tali azioni».
Vergogna e silenzio
«Un ostacolo rilevante nella gestione e nell’emersione di questi casi è la vergogna provata dai genitori, che genera isolamento e silenzio», continua Termine. «Questo sentimento potente paralizza spesso le famiglie, impedendo loro di denunciare o di chiedere aiuto, e alimenta il timore del giudizio sociale e la percezione di un fallimento genitoriale».
Per via di questa combinazione di stili educativi inadeguati, difficoltà relazionali ed emozioni bloccanti, solo una piccola parte dei casi raggiunge l’attenzione dei servizi sociali, delle autorità o della stampa. Ciò che viene alla luce pubblicamente è infatti solo la punta dell’iceberg di un fenomeno più diffuso, ma nascosto da un diffuso clima di silenzio e rimozione, spesso autoimposto dalle stesse vittime.
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