CASTELLANZA – «Davide, ora vola, vola per la strada che hai sempre sognato». Sono le parole con cui la zia Carla ha voluto salutare Davide Gorla, ucciso a coltellate nel pomeriggio dello scorso 25 giugno all’interno del suo negozio di oggettistica nella corte di via Milano 4, nel salotto del centro pedonale di Busto Arsizio. Erano gremite le navate della chiesa di San Giulio per il funerale officiato dal parroco don Gianni Giudici insieme ai sacerdoti della parrocchia e a quelli che hanno conosciuto Davide negli anni in cui si è impegnato come volontario.
Il ricordo della zia Carla
Sono quelle, lette, della zia Carla le parole più intense sentite al termine della cerimonia funebre. «Non ci sei più fisicamente ma rimarrà sempre vivo il ricordo di chi sei stato, le tue battute, le tue risate». La zia ha ripercorso affettuosamente la vita di Davide, dal «desiderio di diventare prete» all’impegno in parrocchia dai tempi di don Reginaldo Morlacchi, «come cerimoniere e nelle attività dell’oratorio», ma anche per la celebrazione festiva della Messa nella “cappelletta” dei frati carmelitani di Legnano, da lui «sempre curata e allestita con bellissime composizioni floreali e i paramenti sempre in ordine». Un impegno analogo se l’era preso anche per la chiesa di San Fermo a Loita di Baveno, a cui si dedicava «portando fiori freschi e suonando le campane a festa».
Le parole di chi lo conosceva
Un amore per il bello che sottolineano anche gli amici di una vita. «Un destino inesorabile ti ha portato via troppo presto e troppo brutalmente». Di Davide ricordano «la pacata determinazione, l’impegno e la passione» in tutto ciò che faceva: «Eri e sei una bella persona sempre pronta a tendere la mano. Ci mancherai. Ora vai, corri a colmare il cielo di colori e di bellezza». Alessandra Ceccuzzi, la titolare della gioielleria di famiglia dove Davide aveva lavorato per dieci anni, lo paragona ad una farfalla: «Vola leggero, Davide, porta bellezza ovunque andrai». «Non era un eroe, ma lo era nel gesto semplice, nel consiglio dato, nella sua porta sempre aperta – il ricordo dei colleghi commercianti – Davide c’era, era uno di noi, nel nostro ricordo ci sarà sempre la sua voce che dice “lascio il bene che ho fatto, e chi l’ha capito“».
Le domande in sospeso
Una morte che «lascia domande», come suggerito nell’omelia da don Reginaldo Morlacchi, che era parroco di San Giulio quando Davide iniziò ad impegnarsi come volontario in parrocchia. «Insieme facciamo una comunità davanti alla salma di Davide – le parole di don Reginaldo – siamo qui perché tutti abbiamo da dire un grazie a Davide. Lo abbiamo conosciuto e non si può non dirgli grazie. E farsi tante domande, a partire dal perché di questa morte». Davide Gorla era «una persona che cercava la verità, delle cose e della vita, pur nella sua disponibilità e leggerezza, fa notare l’ex parroco. Quando incontriamo una persona che è capace di sperimentare ciò che è il bello, una persona che con generosità cerca di darti la sua bontà, non sono forse questi segni di vita eterna?».
La cerimonia

Non fiori ma donazioni per la Fondazione Bianca Garavaglia: così hanno voluto i familiari di Davide. E sul banchetto all’ingresso della chiesa, insieme al libro delle firme, c’è la cassetta con l’ormai inequivocabile “Fiore di Bianca” per le offerte. In prima fila c’è il fratello Marco, inconsolabile, con i parenti più stretti. Per l’amministrazione comunale di Castellanza sono presenti il sindaco Cristina Borroni e l’assessore alla cultura Davide Tarlazzi, per quella di Busto Arsizio l’assessore al commercio Matteo Sabba, per la Confcommercio di Busto Arsizio e Medio Olona il presidente Rudy Collini e per il comitato commercianti centro di Busto il tesoriere Laura Tosi. C’è anche il procuratore aggiunto di Busto Arsizio Franco Belvisi, castellanzese.
Omicidio a Busto, c’è un fermo per l’accoltellamento di Davide Gorla
A Busto la marcia silenziosa per Davide Gorla. La cugina: «Sapevamo dei problemi con l’affitto»
Omicidio Busto, lunedì i funerali di Gorla. Mirti: «Innocente». E ricorre al Riesame

