Forza Italia Gallarate: scoppia il caso dei contributi del vicesindaco

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Rocco Longobardi e Calogero Ceraldi: c'eravamo tanto amati

Più facile che si firmi la pace tra Ucraina e Russia che tra le fazioni gallaratesi di Forza Italia, dentro la quale le tensioni sono alle stelle, e non da oggi. L’ennesima riprova è di ieri, giovedì 18 dicembre, durante la riunione pre consiliare, chiamata a valutare preventivamente il bilancio di previsione all’ordine del giorno dell’assemblea civica di questa sera, 19 dicembre. Il confronto è (sarebbe) sfociato in una vera e propria rissa per due ordini di motivi, con il vicesindaco Rocco Longobardi nel mirino. La segreteria di Calogero Ceraldi lo accusa: 1) di non avere relazionato al partito e, nella fattispecie ai due consiglieri forzisti, sui contenuti del documento di programmazione economica, tanto che in Aula sono (sarebbero) obbligati a votare al buio; 2) di avere utilizzato 7mila euro da lui dovuti al partito come contributi in percentuale dei suoi emolumenti istituzionali per pagare, secondo le informazioni raccolte dopo l’adunanza di giovedì, le tessere di un foltissimo gruppo di suoi sodali che l’hanno sostenuto al congresso cittadino del marzo scorso. Possibile? Il telefonino di Longobardi è squillato per due volte a vuoto: avremmo voluto riportare la sua versione dei fatti.

“Longobardi deve dimettersi”

Rimane il quadro di riferimento di un partito che sino a qualche anno fa dominava il versante politico di Gallarate e ora pare, ma neanche tanto, essere allo sbando. Il nodo del contendere è la bocciatura che il vicesindaco, dopo esserne stato il principale sponsor, ha decretato alla segreteria Ceraldi, votando contro alle nomine dei componenti del direttivo. Un voltafaccia che ha attizzato il fuoco che già covava sotto le ceneri, fino al punto che il partito, a Gallarate, ha chiesto a Longobardi di farsi da parte: “Non rappresenta più Forza Italia nella giunta di Andrea Cassani”. Richiesta finita nel nulla per alcune pecise ragioni. La prima: il vicesindaco ha fatto orecchie da mercante, con il più irridente dei me ne frego; la seconda: a suo supporto è intervenuto Gianfranco Librandi, potente imprenditore saronnese, ritornato in Forza Italia con una propria componente dopo essere transitato in altre compagini; la terza: le segreterie provinciali e regionali hanno sinora girato il viso da un’altra parte lasciando che la sezione gallaratese andasse a sbattere. Di nuovo: possibile?

Aldo Simeoni: “Adesso basta!”

Nel frattempo, a chiosa di questa incredibile situazione, alza la voce Aldo Simeoni, “er Centurione”, storico esponente forzista, già assessore a Palazzo Borghi e in Provincia a Varese. Nei suoi commenti fa premio un sonoro “adesso basta!”, come appello ai vertici superiori, invitati a un decisivo intervento per convincere (ma è un eufemismo) Rocco Longobardi a sgomberare il campo per rasserenare la compagine. Dimissioni che sarebbero però osteggiate anche dal primo cittadino leghista, che si inserisce sotto traccia nella diatriba forzista: divide et impera, recita un abusato adagio che, in politica, fa spesso la differenza. Ma forse ha ragione il “vecchio leone” Aldo Simeoni: non si può andare avanti così.

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