Forza Italia in provincia, cannonate a salve

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In attesa dei risultati elettorali di Emilia Romagna e Umbria, al voto domenica e lunedì, Forza Italia a livello locale è in fermento. Non certo o non tanto per ciò che accadrà alla prova elettorale nelle due regioni, quanto per i movimenti più o meno palesi che caratterizzano il partito in provincia di Varese e, nella fattispecie, in alcune città di primo piano, come Busto Arsizio e Gallarate dove è in atto la corsa al tesseramento. Una gara a tratti persino spasmodica in vista dei congressi cittadini da cui usciranno le nuove segreterie.

Per dirla in un altro modo, è una questione di rincorsa al potere dentro il partito e, soprattutto, alle possibilità, una volta al vertice in sezione, di incidere negli equilibri politici e amministrativi più in generale. Il tutto segnato dal riposizionamento al centro dei berlusconiani che, in provincia di Varese, ha riscontro, a suo modo clamoroso, nelle ultime alleanze a Villa Recalcati: Forza Italia ha fatto pippirimerlo al centrodestra per sedersi in maggioranza accanto al Partito democratico e ai civici del presidente Marco Magrini. Una rivoluzione rispetto al passato e ai tradizionali parametri delle coalizioni; una rivoluzione alla quale, Lega e Fratelli d’Italia, non pare stiano dando eccessiva attenzione. Come mai? Nessuno l’ha ancora spiegato.

Nel frattempo sono in molti a saltare sul carro del vincitore, o, meglio, su un carro che al momento garantisce (garantirebbe) sbocchi più sicuri che altrove, quanto meno nelle aspettative. Ci basti ricordare l’ex leghista Marco Reguzzoni, un osso duro che, anche per le sue competenze, non starà certo lì a pettinare le bambole. O il consigliere regionale Giuseppe Licata che ha salutato Renzi, col quale è stato eletto al Pirellone, per Tajani. Infine, dopo la platea dei ritorni meno eccellenti con i forzisti, il saronnese Gianfranco Librandi, già onorevole, “nato” politicamente con Berlusconi e poi transitato attraverso uno straordinario tour e al netto dei partitini di sua fondazione (Unione Italiana e l’attuale L’Italia c’è), in Scelta civica, Partito Democratico, Italia Viva, + Europa e non ricordiamo chi altro, per tornare infine ad “affiliarsi” alla casa madre dei berlusconiani. Insomma, nomi di primo piano in provincia e non solo, che di sicuro incideranno sulle dinamiche di partito, se non da subito in un futuro prossimo venturo.

Detto questo a Varese, Busto e Gallarate Forza Italia cerca un’inusitata identità. Nel capoluogo, il ruolo all’opposizione un po’ le tarpa le ali, benché guardi con comprensibili speranze (e affanni) al 2027, quando si voterà per il Comune. A Busto, molti forzisti nuotano a pelo d’acqua, facendosi vedere ma appena appena, con molta circospezione, tra chi è schierato, senza se e senza ma, col sindaco di Fratelli d’Italia e chi, invece, proverebbe volentieri a sgambettarlo, ma deve trovare il coraggio (e i supporti) che non ha. E sta alla finestra.

A Gallarate, invece, il commissario Nicola Mucci è tutto un darsi-da-fare per rompere gli zebedei ai leghisti e al loro primo cittadino. L’ultimo esempio è la mozione in consiglio comunale sull’ospedale di comunità, bocciata dagli alleati di centrodestra ma non dalle opposizione di centrosinistra. Tutto normale? Se ciò non corrispondesse a una precisa strategia, sostenuta dalle precedenti polemiche attorno alle giuste questioni urbanistiche (incredibilmente lasciate nel cassetto dalla giunta), alla “guerra” a Marco Travaglio ospite a Duemilalibri lo scorso anno, ai casi 3Sg e bilancio, ci sarebbe da capire a che gioco stiano giocando Mucci e la “sua” Forza Italia. Sua, perché non tutta la sezione lo segue, convinti, i suoi avversari interni, che siano tutte cannonate a salve: sinora hanno prodotto soltanto polveroni mediatici.

Sin qui il quadro della situazione complessiva. Gli sviluppi potrebbero anche riservare sorpresone politiche, ma la sensazione è che, per il momento e fino a prova contraria, nessuno, quanto meno in provincia di Varese, stia dando troppo credito a questa Forza Italia. Come se, al pari di Gallarate, tutte le cannonate siano davvero a salve.

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