BUSTO ARSIZIO – Forza Italia, a Busto Arsizio un congresso da rebus. “C’è un ingorgo al centro“: è la battuta di chi osserva dall’esterno l’affollamento che si sta creando attorno alla sezione azzurra. Una serie di ritorni eccellenti, da Gigi Farioli al gruppo di Libertas, e la clamorosa new entry di Marco Reguzzoni, già capogruppo del Carroccio a Montecitorio, che però si è iscritto a Milano e non sembra intenzionato ad entrare più di tanto nelle beghe locali. Potenzialmente Forza Italia, solo con iscritti e simpatizzanti, sarebbe il primo gruppo consiliare per distacco in sala esagonale, in realtà oggi non è nemmeno rappresentata in giunta e il futuro prende la forma di un grosso punto di domanda in vista del congresso cittadino previsto nei primi mesi del 2025.
La corsa alle tessere
Attualmente il partito è retto dal commissario Laura Rogora, nominata su indicazione di Orazio Tallarida – sono loro i due rappresentanti che siedono in consiglio comunale – e con un direttivo praticamente “blindato”. Nel frattempo, con l’avvicinarsi della fase congressuale, è partito il tentativo di “scalata” del gruppo che fa riferimento alla figura dell’ex assessore Alberto Riva, che in passato si era radunato sotto le insegne di Idee in Comune, lasciando il gruppo consiliare azzurro per poi rientrare nelle liste delle elezioni amministrative del 2021. Così, stando alle voci che circolano in città, si sarebbe scatenata una vera e propria corsa al tesseramento, da una parte e dall’altra, e in questo momento rimane l’incertezza sugli effettivi numeri degli schieramenti in campo, con le iscrizioni scadute lo scorso 30 novembre. Contando che le “correnti”, nei fatti, potrebbero essere più di due: c’è il gruppo di Libertas, come detto, ma anche quello de L’Italia c’è di Gianfranco Librandi, che a Busto è rappresentata in primis da Gigi Farioli e che si è federata con gli azzurri.
Il braccio di ferro
A “complicare” le cose ci sarebbe l’input arrivato dall’alto di andare verso un congresso unitario, peraltro una scelta di buon senso per un partito che sta crescendo e si sta ricostruendo per tornare ad essere a pieno titolo il riferimento principe dell’area moderata che guarda verso il centrodestra. E allora, come andrà a finire? Un rebus, appunto. Perché Tallarida è ai ferri corti con la segreteria provinciale, neanche troppo velatamente accusata di avergli “remato contro” in occasione delle elezioni provinciali, quando Tallarida si è candidato ma ha fallito l’obiettivo recriminando che i suoi voti sono «arrivati senza l’aiuto di nessuno» (testuali parole di Laura Rogora), mentre tra le due “fazioni” principali in campo per il congresso finora non risulterebbe esserci dialogo. A confermare una situazione da “separati in casa”, le presenze ai tavoli della cena di Natale di Libertas: c’erano il segretario provinciale Simone Longhini con il suo braccio destro Giuseppe Anselmo ma anche gli ex assessori Riva, Alberto Armiraglio e Alessandro Chiesa, assente invece l’accoppiata Orazio Tallarida-Laura Rogora.
Mediazione?
Insomma, il rischio che la partita finisca in un guazzabuglio è dietro l’angolo. Motivo per cui si stanno iniziando a muovere i “pontieri” per evitare di arrivare allo scontro fratricida. Ma a dettare la linea – è inevitabile – sarà la forza dei numeri. E a quel punto tutto sarà possibile. A meno che non si muovano i livelli superiori del partito, quello provinciale e quello regionale, per arrivare ad un compromesso che tenga tutti uniti e consenta a Forza Italia di allargarsi e aumentare il proprio peso politico nel centrodestra bustocco senza farsi del male da sola.
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