Frontalieri, i sindacati: «La tassa sanità va superata, si torni al tavolo al Ministero»

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L'assemblea dei frontalieri lo scorso febbraio al Nuovo di Varese

VARESE – «Si superi la tassa sulla salute e si torni al tavolo interministeriale per affrontare i veri problemi del lavoro di frontiera»: è il messaggio unitario che giunge dai sindacati italiani e svizzeri a oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore della “tassa sanità” posta a carico dei vecchi frontalieri italiani. Da allora le regioni di confine non hanno ancora proceduto alla definizione delle modalità attuative che ne possano consentire l’applicazione.

Le ragioni dei sindacati

«Le ragioni sono a noi chiare fin dalla prima ora – scrivono in una nota Cgil, Cisl, Uil, Unia, Ocst, Syna, Vpod e Syndicom – il nuovo ingiustificato balzello reintroduce la doppia tassazione ai frontalieri che in virtù della clausola di salvaguardia devono continuare ad essere imposti fiscalmente solo in Svizzera (generando poi gettito attraverso i ristorni fiscali), una circostanza che conferma gli indizi di incostituzionalità della legge che siamo determinati a verificare alla prima eventuale applicazione; il reddito imponibile per applicare l’imposta non è disponibile e la Confederazione Elvetica, correttamente, non ha ceduto alle numerose, irrituali richieste italiane dei mesi scorsi di violare il trattato (che prevede lo scambio d’informazioni solo per i “nuovi” frontalieri); la dimensione del prelievo fiscale non può rappresentare, per dimensioni e modalità, un deterrente a migrare in Svizzera per il personale sanitario italiano».

Dubbi anche in maggioranza

La nota continua con una riflessione sul dibattito che si è aperto ed esteso sul tema della tasse della salute. «Nelle scorse ore, i nostri dubbi sono diventati patrimonio comune anche di parti consistenti della politica regionale: alla contrarietà espressa dal Piemonte, al silenzio emblematico di Valle D’Aosta ed Alto Adige, si sono recentemente aggiunte una serie di distinguo anche nella maggioranza che governa Regione Lombardia: il termine tassa ha progressivamente sostituito nel dibattito l’artificio di contributo e, conseguentemente, da più parti si invoca la verifica di legittimità del provvedimento attraverso la predisposizione e presentazione di mozioni nei Consigli Regionali della Lombardia e del Piemonte, tanto dai partiti di maggioranza quanto da quelli di opposizione, evidenziando come i ventuno mesi di mancata applicazione del provvedimento non riguardino solo l’iter fisiologico di adozione, ma attengano con tutta evidenza alla natura stessa del provvedimento».

La destinazione delle risorse

Nel ribadire la loro contrarietà al provvedimento le organizzazioni sindacali «rilevano come la partecipazione dei frontalieri alla fiscalità generale italiana rimasti nel vecchio regime fiscale si determini attraverso i ristorni fiscali del 40% delle tasse pagate alla fonte». Quindi ricordano che nella misura del 50% queste risorse vanno a copertura della spesa corrente dei Comuni (spese di funzionamento e servizi), valore incrementato proprio grazie all’accordo tra sindacati, Acif e Mef del 2020. Quindi le parti sociali evidenziano come «le ulteriori risorse del 50% destinate alle spese per investimento, siano da tempo oggetto di un vero e proprio assalto “alla diligenza” attribuendo destinazione d’uso “al bisogno”, come accaduto nella scrittura della finanziaria 2025 attraverso provvedimenti di dubbia applicabilità. Al contrario, proprio in quell’ambito, una riformulazione delle destinazioni d’uso può contribuire ad individuare risorse utili a finanziare il sistema sanitario senza introdurre elementi di dubbia legittimità costituzionale».

Nuovo incontro al Ministero

Dopo la prima seduta del tavolo interministeriale dello scorso 24 febbraio le organizzazioni sindacali ritengono che «si possa proseguire con la definizione del regolamento di funzionamento dello stesso, necessario per poter procedere con la fase operativa che sollecitiamo, nel quale poter finalmente aprire, a quasi due anni dall’entrata in vigore della legge, le discussioni sullo Statuto dei lavoratori, sulla corretta esigibilità dell’Auuf, sulla definizione delle modalità attuative della nuova Naspi, sull’estensione delle retribuzioni convenzionali come stabilito nell’intesa di luglio 2024 con il Mef».

Frontalieri, si è riunito l’atteso tavolo interministeriale. Ma slitta la tassa sanità

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