BUSTO ARSIZIO – Funerale in stile Casamonica per il capo Rom della famiglia Jovanovic? Il Comune di Busto Arsizio dice no. Avevano chiesto i droni, la banda e le carrozze trainate dai cavalli, per inscenare un addio spettacolare nella chiesa di San Rocco per Zoran Jovanovic, detto Didi, scomparso settimana scorsa, giovedì 5 ottobre, all’età di 51 anni. Di origine serba ma nato in Italia, era il capo clan di una famiglia finita più volte sotto la lente della giustizia.
Il funerale
Il funerale ortodosso è fissato per domani pomeriggio, venerdì 13 ottobre alle 14, nella Chiesa di San Rocco, che fa parte della parrocchia di San Michele ma da anni è concessa in uso alla comunità ortodossa bustese. Ma le insolite richieste pervenute al comando di Polizia locale di Busto hanno fatto alzare le antenne all’assessore delegato ai cimiteri Mario Cislaghi e al sindaco Emanuele Antonelli. E l’amministrazione comunale, informando il Prefetto e le autorità di pubblica sicurezza, si è messa di traverso per impedire le esequie “in stile Casamonica” in pieno centro a Busto Arsizio. Non si vuole replicare lo scandalo del 2015, quando il funerale del boss Vittorio Casamonica a Roma sorprese tutti con gli elicotteri, le Rolls Royce e la musica de “Il Padrino” in sottofondo.
Sotto stretta sorveglianza
Sono comunque attese centinaia di persone in arrivo da mezza Europa per dare l’ultimo saluto a Zoran Jovanovic e il dispositivo di sicurezza si sta già organizzando. Il clan peraltro è già noto in città proprio per l’esuberanza con cui ricorda i propri cari estinti: nei mesi scorsi, dopo la scomparsa di un’altra donna della famiglia Rom, un gruppo di parenti e amici fu trovato nottetempo nel cimitero di Borsano, intenti a festeggiare attorno alla tomba della donna. Anche Zoran verrà tumulato nella tomba di famiglia nel camposanto di Borsano.
Chi era il capo clan
Ma sono anni che gli Jovanovic fanno parlare di sé sul territorio. Zoran era il capoclan: specializzati nelle truffe “rip deal”, con cambi di valuta fraudolenti con il sistema hawala, ma anche nei furti e nella ricettazione di beni di lusso. Nel 2017 Zoran Jovanovic fu arrestato nel corso dell’operazione La Stangata, avviata dalla PM Nadia Calcaterra. Il tesoro milionario del clan è stato confiscato a più riprese: nel 2020 fece scalpore l’operazione che portò al sequestro di tre ville, due cascinali, nove appartamenti, due terreni, cinque box, oltre a quadri e orologi di lusso, ma l’ultimo atto risale alla scorsa primavera.
