GALLARATE – A Gallarate è allarme Ifantria. In diverse zone, si notano piante infestate da questo insetto defogliatore. Come al Parco Bassetti, una delle aree che più sono rimaste colpite. Ecco perché dal Comune vengono divulgate, per voce dell’assessore Sandro Rech (Verde Pubblico), alcune indicazioni per intervenire. Sono tratte dalle indicazioni dell’agronomo comunale e dalle indicazioni del servizio fitosanitario di Regione Lombardia.
Come agire?
«Quest’anno si è verificata un’importante ed estesa infestazione di Ifantria cunea», è la premessa di Rech. Che spiega: «È un lepidottero non dannoso per l’uomo che abitualmente viene contenuto in modo naturale, tuttavia quest’anno la sua proliferazione è stata favorita dalle condizioni ambientali particolari». Nel dettaglio, non è previsto nessun intervento specifico da parte del Servizio Fitosanitario Regionale: «Tuttavia, per contenere massicce infestazioni di questo insetto, è consigliabile intervenire con uno specifico trattamento a base di Bacillus thuringiensis contro le larve di seconda generazione (indicativamente a fine luglio-inizio agosto) e limitarsi all’asportazione meccanica dei nidi nei confronti di quelle di prima generazione». Per l’utilizzo di prodotti fitosanitari professionali «è obbligatorio essere in possesso dell’abilitazione per l’acquisto e l’utilizzo degli stessi». In caso di trattamenti di tipo hobbistico è invece possibile impiegare prodotti fitosanitari «che riportano in etichetta la specifica “ad uso non professionale”».
L’aiuto delle basse temperature
Inoltre, va precisato che «non è possibile trattare con insetticidi tutto il territorio o giardini estesi (perché dannoso anche per l’uomo) e la pratica di taglio dei rami colpiti può risultare più dannoso dell’infestazione stessa, oltre ad essere difficoltoso per alberi di alto fusto». Senza dimenticare che «intervenire su alberi del patrimonio pubblico confinanti con alberi privati, rende inutile il trattamento in quanto gli insetti volano e non hanno difficoltà a ricolonizzare». In base al grado di infestazione, i cittadini in ambito privato «possono utilizzare rimedi a basso impatto per ridurre il danno provocato dalla larva che mangia le foglie, trattando alcune piante più sensibili». Il picco di defogliazione «dovrebbe ormai essere stato raggiunto», anche se sono ancora presenti i lepidotteri «che con il calo delle temperature sono destinati a scomparire».
L’Ifantria
L’Ifantria è una specie ampiamente diffusa in tutta l’area della pianura padana e si sposta volando tra le numerose specie ospiti. L’espansione dell’areale è stata possibile grazie agli adulti, che sono discreti volatori e alle larve, che facilmente si fanno trasportate dai veicoli. Anche la mancanza di efficaci nemici naturali, predatori e parassitoidi, ha facilitato la rapida diffusione di questo lepidottero, dotato inoltre di notevoli capacità di adattamento. Hyphantria cunea è una specie originaria del Nord America. In Europa è stata segnalata per la prima volta negli Anni Quaranta del Novecento in Ungheria; in Italia è stata rinvenuta per la prima volta negli Anni Ottanta in Emilia-Romagna, in provincia di Reggio Emilia e negli stessi anni si è diffusa anche in Lombardia. Attualmente risulta diffusa nel Nord e Centro Italia.
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