GALLARATE – «Non si accettano più prenotazioni per i cammelli». Il cartello esposto già da ieri pomeriggio davanti alla Pasticceria Bianchi alle Torri faceva intuire che anche questa mattina, 6 gennaio, la rincorsa al dolce tipico dell’Epifania a Gallarate non avrebbe deluso le aspettative. E così è stato. Lunghe code nelle principali pasticcerie della città (nella foto in alto il Pagani alle ore 11), macchine parcheggiate con le quattro frecce in centro, decine di persone a piedi con gli inconfondibili vassoi da portare in tavola.
La tradizione
La tradizione del Cammello si perde indietro nel tempo, ma negli ultimissimi anni a Gallarate è esplosa una vera e propria tendenza all’acquisto che in città crea un notevole giro d’affari per gli ormai tanti produttori del dolce in pastasfoglia, ancora meglio se ripieno di crema pasticcera e panna.
Le feste sono ormai agli sgoccioli e i gallaratesi celebrano così il loro 6 gennaio, con una curiosità culinaria che ricorda l’arrivo dei Re Magi al cospetto del Bambino Gesù. Un rito che in città è sempre più sentito.
La Befana della Pro loco
Una tradizione gallaratese è anche nel pomeriggio l’arrivo della Befana della Pro loco in elicottero a consegnare le calze a tutti i bambini. Una festa sempre molto partecipata ma su cui negli ultimi anni sembra incombere una maledizione. Nonostante sia stata cambiata la location – non più allo stadio delle Azalee ma all’oratorio di Arnate – anche stavolta le condizioni meteo non hanno consentito alla vecchietta di atterrare in volo, ma si è dovuta accontentare di fare il suo ingresso a piedi. Il freddo e il maltempo non hanno fatto registrare un’affluenza di famiglie pari a quella delle precedenti edizioni, tanto che il presidente della Pro loco Vittorio Pizzolato ha fatto sapere che i dolci avanzati verranno distribuiti durante il falò della Gioeubia, già fissato per il prossimo 30 gennaio.
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