GALLARATE – Non un centro ultramedicalizzato, non una Rsa, ma una struttura che lavora sulla capacità della persona di rimanere viva, attiva nei contatti sociali e nelle scelte da compiere ogni giorno. Verrà inaugurata sabato 10 gennaio in via Ristori a Gallarate Villa Cristina, una nuova realtà abitativa pensata per la popolazione anziana. La struttura si propone come soluzione intermedia tra l’abitazione privata e la residenza sanitaria assistenziale, rivolta a persone della terza età che conservano una buona autonomia. «La libertà è un diritto. A ogni età. Da noi c’è la persona al centro, perché è la persona che decide», spiega Pietro Orlandi, responsabile della struttura. «E’una nuova esperienza di co-housing sociale, dove gli ospiti possono continuare a gestire la propria quotidianità contando sulla presenza costante, giorno e notte, di un operatore sociosanitario».
L’alternativa alla Rsa
Villa Cristina è una casa aperta, che accoglie e permette alle persone di essere e rimanere loro stesse, per rendere la terza età un momento della vita da vivere ancora a pieno. E’un inno alla scelta indipendente e consapevole, alla volontà di evitare la solitudine per abbracciare una vita ricca di connessioni autentiche. È uno spazio che vuole andare oltre il concetto di residenza, plasmato fino a diventare un luogo di vita caloroso e accogliente, alternativo alle tradizionali Case di riposo con liste d’attese molto lunghe e costi alti. Per questo il progressivo invecchiamento della popolazione sta determinando un aumento della domanda di strutture simili a quella sorta a Cedrate, pensata per chi non necessita di cure sanitarie continue, ma non è più in grado – o non desidera – vivere in completa solitudine.
Vivere a Villa Cristina
«L’obiettivo – sottolinea Orlandi – è creare un ambiente che permetta alle persone di restare indipendenti, evitando però il rischio della solitudine». Villa Cristina può accogliere fino a 20 persone e ha già iniziato la propria attività: dal 14 dicembre sono presenti 12 ospiti, a conferma dell’attenzione verso soluzioni abitative “di mezzo”. L’offerta si articola in due modalità. La prima è la Comunità alloggio sociale per anziani, chiamata “Casa”, autorizzata per un massimo di 12 posti. La seconda comprende gli Alloggi Protetti per Anziani, bilocali pensati per persone pienamente autosufficienti. Gli Apa hanno un assetto che permette di conservare abitudini consolidate in un ambiente sicuro: consistono in quattro appartamenti con camere doppie, per un totale di otto posti, completi di soggiorno, zona notte e angolo cottura. La quotidianità all’interno della struttura ruota attorno a diversi spazi condivisi: cucina, sala da pranzo, sala televisione, area relax e una stanza dedicata alla fisioterapia. I pasti vengono forniti da un servizio esterno e distribuiti dal personale sociosanitario, presente 24 ore su 24. L’équipe comprende inoltre un fisioterapista, un educatore e un infermiere incaricato della gestione delle terapie farmacologiche, mentre l’assistenza medica resta affidata ai medici di base.
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