In Comune a Gallarate fa troppo caldo. I sindacati chiamano le autorità sanitarie

GALLARATE – Prima la presa di posizione per la temperatura troppo bassa, ora arriva la stessa critica ma per via del caldo estivo. I sindacati – Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) insieme alle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) e alle organizzazioni territoriali Fp Cgil Varese e Al Cobas – hanno presentato una segnalazione all’Ats Insubria riguardante «il mancato rispetto delle norme a tutela della salute dei lavoratori in tema di microclima all’interno degli uffici del Comune di Gallarate».

Prima il freddo

Nel corso dei primi mesi di quest’anno Rls e Rsu «hanno esortato l’amministrazione a prendere iniziative volte ad avere un clima accettabile all’interno degli edifici comunali». Durante i mesi invernali «sono state rilevate temperature anche intorno ai 12 gradi e durante aprile – mese in cui l’amministrazione ha deciso di spegnere i riscaldamenti quindici giorni prima delle date previste per legge – si sono registrate anche temperature intorno ai 15 gradi». E aggiungono: «Solo dopo varie richieste delle rappresentanze di riaccendere il riscaldamento per tutelare la salute dei dipendenti è avvenuto. Ma limitatamente a qualche ora durante la mattina, in maniera insufficiente – per i vecchi edifici e per il tipo di dispersione presente – per arrivare in forma costante ai 19 gradi previsti per gli uffici».

Ora il caldo

Con l’arrivo dell’estate «rischiamo di trovarci nella condizione opposta, considerato che non esistono impianti di climatizzazione». Rls e Rsu hanno quindi chiesto «quali fossero le azioni che l’amministrazione intendeva intraprendere al fine di evitare le elevate temperature all’interno degli edifici, dato che lo scorso anno sono state registrate, nelle giornate più calde, una media di circa 30 gradi già nelle prime ore della mattinata». La riposta dei dirigenti, riportano i sindacati, è arrivata in una nota: «Dicono che non è previsto alcun intervento per mitigare la situazione, poiché la percezione del caldo e del freddo è totalmente soggettiva e riguarda il comfort e non la salute». In ogni caso «non dobbiamo preoccuparci: l’amministrazione si riserva di chiedere al responsabile del servizio di prevenzione e protezione e al medico del lavoro quali future azioni mettere eventualmente in campo. In un futuro tutto da definirsi: attualmente sia l’Rspp che il medico sono in fase di nuova individuazione».

L’appello dei sindacati

Secondo i sindacati «è piuttosto evidente che per i nostri datori di lavoro pubblici non vi sia alcun interesse per la tutela della salute dei dipendenti nei luoghi di lavoro». E ancora: «A nulla sono valsi i richiami normativi in materia di microclima. Come l’indicazione dell’Oms che la temperatura negli uffici dovrebbe oscillare tra i 18 e i 24 gradi. O le raccomandazioni dell’Inail di mantenere all’interno degli uffici una temperatura massima compresa tra i 18 e i 22 gradi in inverno e che in estate la differenza tra interno ed esterno non deve superare i 7 gradi, per un massimo di 24 gradi (con umidità relativa compresa tra il 40% e il 60%. Oppure quelle contenute nel Decreto sul risparmio energetico che fissa in 19 gradi (+2 gradi di tolleranza) la temperatura invernale negli uffici e +27 gradi (-2 gradi di tolleranza) quella estiva, per cui questa dovrebbe essere compresa tra 19 e 21 gradi in inverno e tra 25 e 27 in estate». Concludono: «Per non fare la fine dei pinguini o dei polli, durante l’assemblea generale del 26 giugno, le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Gallarate all’unanimità hanno dato mandato a Rls, Rsu e Ooss di chiedere un intervento delle autorità di controllo esterno, segnalando la situazione all’Ats, al fine di tutelare la salute di tutti».

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