GALLARATE – «Rocco Longobardi dovrebbe pensare di dimettersi», avevano dichiarato il segretario di Forza Italia Calogero Ceraldi e Nicola Mucci lo scorso ottobre, all’indomani della decisione del vicesindaco di votare contro al nuovo organismo esecutivo della sezione. Da allora è passato oltre un mese ed è calato il silenzio, ma non i tentativi dei vertici locali del partito di destituire l’unico componente azzurro all’interno della giunta Cassani.
Revoca a pranzo
La questione Longobardi è stata portata nei giorni scorso al tavolo durante un pranzo di lavoro tra i segretari provinciali Simone Longhini (Forza Italia) e il sindaco gallaratese Andrea Cassani (Lega), seduti insieme ai rispettivi responsabili degli enti locali, Rosario Tramontana e Fabio Tonazzo. L’occasione era nata per parlare dei prossimi appuntamenti elettorali, ma inevitabilmente si è affrontata la profonda spaccatura di Forza Italia nella città di Gallarate, con gli azzurri che avrebbero posto all’attenzione del primo cittadino l’opportunità di togliere le deleghe a Longobardi. Non si tratterebbe, al momento, di una richiesta formale, ma Longhini avrebbe fatto presente la perentoria volontà dei vertici cittadini di destituirlo. Chi al suo posto? Il nome che circola da ottobre è quello dell’ex presidente del consiglio comunale Donato Lozito, ma gli azzurri sarebbero pronti anche a spendere la carta Nicola Mucci, una eventualità che però andrebbe inevitabilmente a innescare un serio problema nel centrodestra gallaratese a causa dei i rapporti ormai logori – per usare un eufemismo – tra l’attuale sindaco e il suo predecessore.
L’esercito di Longobardi
Longobardi sa benissimo chi gli sta tramando alle spalle e in questo mese non è stato a guardare. A livello locale, innanzitutto, cercando di ricompattare l’ala oggi minoritaria all’interno del partito, di cui fa parte con il voto contrario dello scorso 10 ottobre anche l’ex presidente della Camera di Commercio di Varese, Fabio Lunghi. Ma sopratutto a livello sovracomunale, dove l’asse Mucci-Ceraldi fa riferimento alla corrente rappresentata da Letizia Moratti e Marco Reguzzoni. Alla ricerca di forti alleanze da contrapporre per consolidare la sua posizione, Rocco Longobardi avrebbe trovato una sponda in Gianfranco Librandi. E non solo, perché il vicesindaco detiene un pacchetto di tessere decisamente corposo, che fa gola a molti nella lotta di potere all’interno del partito. Ecco perché la partita gallaratese si gioca ormai a un livello più alto. E come andrà a finire dimostrerà chi ha le spalle più grandi.
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