Gallarate, parla Gnocchi (Ocg) dopo la querela: «Vado avanti a testa alta»

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GALLARATE – Rompe il silenzio Massimo Gnocchi (Ocg) dopo aver appreso che la giunta di Gallarate ha deciso di denunciarlo. La questione riguarda la diffusione del contenuto dell’ormai noto verbale del 15 gennaio scorso della Fondazione Scuole Materne di Gallarate.

Di seguito la nota integrale diramata dal consigliere di opposizione:

Svolgo il mio ruolo di consigliere comunale e di cittadino al servizio della trasparenza, della verità e della città. E per la questione Fondazione scuole materne ho fatto lo stesso.
Come noto il 15 gennaio 2026 il CDA aveva approvato un aumento spropositato delle rette e la chiusura di due sezioni primavera su 3. Motivo per cui il 22 gennaio ho fatto richiesta di accesso civico agli atti per leggere le motivazioni di queste gravi decisioni. Settimane dopo la Fondazione mi ha consegnato un verbale, ma non quello richiesto del 15 gennaio, bensì uno redatto il 30 gennaio ove veniva “confessata” la rettifica di alcune parole delle deliberazioni originarie di 2 settimane prima. Il punto è che io ho sempre e solo chiesto il verbale del 15 gennaio, che qualcuno ha definito “bozza, inesistente, fakenews”, non altro. Perché se fosse stato tale -ossia una bozza- non sarebbe stata sottoscritta e soprattutto non sarebbero rimaste ferme ed invariate le deliberazioni per il resto del testo. Finalmente però a metà settembre l’ho ottenuto, quel verbale.  Peccato che per averlo sono stato costretto a proporre ricorso al TAR! Solo a quel punto infatti  – stante il mio sicuro diritto all’accesso per legge- la Fondazione mi ha dato la copia di quanto richiesto provando a subordinarne il rilascio alla sua non divulgazione, ovvero segretazione.  Il mio avvocato – con pec producibile in eventuale giudizio- ha però subito risposto che solo la legge stabilisce cio’ che è segreto e che ogni altra diversa valutazione era personale ed estranea alle norme. Il perché è evidente: questo documento, firmato da 5 consiglieri di amministrazione e la segretaria, era ed è assolutamente divulgabile!
Apprendo quindi con vivo stupore che la giunta, su volontà del sindaco, si sia prestata a votare una non meglio precisata delibera di indirizzo -priva di alcun visto di legittimità peraltro- per querelare un non indicato “consigliere comunale”, anche se poi alla stampa Cassani ha detto che si tratta appunto del sottoscritto. I motivi dello stupore sono due: il primo è che il Comune non c’entra proprio nulla con questa vicenda, attinente alla Fondazione scuole Materne, che ricordo è persona giuridica di diritto privato. Il secondo, più grave, è che la vicenda è completamente tra Cassani ed il C.D.A della Fondazione che lui stesso ha nominato. Perchè lo ripeto se cinque su sei componenti del C.D.A (e la segretaria dell’ente) presenti alla seduta, firmano il verbale, quel verbale, le deliberazioni e tutto ciò che c’è scritto diventano un documento ufficiale a cui i cittadini possono, ed in questo caso devono, avere accesso. Ogni altra considerazione, o imbarazzo, riguardo le parole del verbale sono infatti un problema tra chi le ha pronunciate e chi ha firmato di averle ascoltate. Chiarito questo sulla base del diritto amministrativo, emerge che lo scopo di questa ipotetica querela non sarebbe chiaro. Perchè per le ragioni esposte non può attenere -pur volendolo far credere- alla mia qualifica di consigliere che ha dei diritti definiti dalla legge, ed è del tutto estranea al segreto d’ufficio cui sono tenuto solo per talune attività istituzionali. Resterebbe la diffamazione che è palesemente inesistente avendo io solo reso atto del contenuto dei documenti ufficiali. Probabilmente quindi si tratta semplicemente di un maldestro tentativo di intimidazione davanti al quale ora, come in passato, vado avanti a testa alta e con me tutta OCG. Rimango quindi assolutamente e completamente tranquillo e fermo sulla mia posizione perché, come già detto, svolgo il mio ruolo di consigliere comunale al servizio della trasparenza, della verità e della Città.

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