GALLARATE – Chi passeggiava ieri notte, 23 aprile, tra le strade del centro storico ha potuto ammirare in anteprima “Gallarate Lightscape”. Romano Baratta, premiato tra i migliori 40 lighting designer al mondo, ha presentato al sindaco Andrea Cassani e a una delegazione dell’amministrazione al termine del consiglio comunale il progetto di luci artistiche realizzato nel più ampio intervento “Il Salotto Green&Smart” finanziato da Regione Lombardia con i bandi per la valorizzazione del Distretto del commercio.
Le prove generali di Gallarate
Una sorta di prova generale in attesa della inaugurazione. Nel frattempo gli Studi Patri, coinvolti nel progetto, stanno realizzando dei totem informativi per spiegare il significato più profondo che si cela dietro alle luci e ai colori. Per due ore al giorno, infatti, Gallarate e le sue strade si trasformeranno infatti in un racconto visivo che attraversa i secoli. A guidare questo percorso Romano Baratta: «Oggi abbiamo fatto il giro di prova anche per mostrarlo alla giunta, ma soprattutto per valutare le cromie e arrivare alla scelta definitiva dei colori», spiegava il light artist mentre metteva a punto gl ultimi dettagli con il vicesindaco Belinda Simeoni che ha ereditato il progetto dal suo predecessore Rocco Longobardi. «Ormai ci siamo: tra poco inaugureremo il progetto e spero davvero che tutti i gallaratesi possano apprezzarlo». Guarda il video:
La luce della storia
L’idea alla base di Gallarate Lightscape è chiara: la luce come linguaggio narrativo. «Non è solo colore, come qualcuno potrebbe immaginare», precisa il designer. «È la narrazione della storia di Gallarate attraverso tonalità simboliche che definiscono le diverse aree storiche, dall’antichità, quindi dal periodo pre-celtico, fino ad arrivare quasi ai giorni nostri».
Ogni via, ogni scorcio, diventa così una pagina di storia. Un esempio significativo è quello di Corso Italia, illuminato da una particolare tonalità verde. «È un verde chiaro che richiama la presenza dell’antico Faggetto Sacro», racconta Baratta. «Un luogo legato alle popolazioni celtiche, poi arrivato fino al periodo romano. Questa colorazione vuole ricordare ai cittadini che qui sorgeva un bosco sacro, vicino a quella che sarebbe diventata la basilica, ancora oggi punto centrale della vita spirituale della città».
Ma il progetto non si limita a colorare. Accanto alla dimensione simbolica, c’è anche un importante lavoro di valorizzazione e sicurezza urbana. «Oltre a raccontare la storia con i colori, abbiamo messo in risalto punti fondamentali della città», spiega Baratta. «Penso alla Crocetta, a San Pietro, ai dettagli architettonici come capitelli, ma anche a edifici storici come la chiesa di Sant’Antonio o la tomba Gallica in piazza Ponti». L’intervento coinvolge anche spazi finora rimasti in ombra. «Ci sono aree che prima erano buie e che ora prendono luce, acquisendo così anche un nuovo significato», aggiunge. «Abbiamo lavorato anche su elementi legati alla sicurezza, come la sottolineatura dei passaggi pedonali, per rendere la città più fruibile e sicura». Un progetto che unisce estetica, memoria e funzionalità, restituendo a Gallarate una nuova identità luminosa. «L’obiettivo», conclude Baratta, «è far sì che i cittadini possano riconoscersi in questa narrazione e riscoprire, attraverso la luce, la storia della loro città».

Sei colori per viaggiare nella Gallarate che fu. Ecco il progetto delle luci artistiche
