GALLARATE – Si fanno le prime prove, bagliori colorati che ridisegnano la città che fu. Sono le luci d’artista firmate Romano Baratta, autore del progetto Gallarate Lightscape. Ieri, 27 ottobre, si sono accesi i fari, attraverso quel gioco di sfumature pensato per raccontare la storia del centro. Ma già dai primi tentativi il popolo del web ha cominciato a farsi sentire, dividendosi. Da un lato c’è chi accoglie il piano – «una bella atmosfera» – e dall’altra c’è chi, tra i residenti, si trova a fare i conti con «la casa illuminata come postribolo». Quindi, monta il dibattito.
C’è chi dice no
Un passo indietro. Il progetto di luce artistica del centro rientra nel più ampio intervento Il Salotto Green&Smart, finanziato da Regione Lombardia con i bandi per la valorizzazione del Distretto del commercio. Un piano presentato già da tempo che ambisce – come già spiegava l’assessore alle Attività Commerciali, Rocco Longobardi – «a trasformare radicalmente il paesaggio notturno della città, valorizzando storia, cultura e bellezza urbana». C’è chi, però, si sta già facendo sentire. «Vi prego, ditemi che è uno scherzo. Mi sembra molto brutto, oltre al fatto che ho casa illuminata come un postribolo. Non mi pare molto normale», è uno dei primi commenti comparsi sui social. «L’idea poteva pure essere simpatica, come facevo a sapere che nella pratica poi sarebbe diventata un’illuminazione da discoteca che mi arriva dentro casa?». Seguono, quindi, altri interventi sulla stessa linea: «Questa luce in casa neanch’io la sopporterei». O addirittura: «Una tamarrata senza eguali che impatta sulle case delle persone».
C’è chi dice sì
Poi c’è l’altra faccia della medaglia, che approva e sostiene l’iniziativa. «Sinceramente, a me non disturberebbe: una bella atmosfera». C’è anche chi scrive: «A me piace tanto questo progetto, per altro già realizzato in tante città». Qualcuno, inoltre, striglia chi disapprova: «È da più di un anno che l’amministrazione ha presentato questo progetto. Si poteva anche chiedere informazioni, valutare i problemi che avrebbe creato. Ma, come al solito, tutti se ne fregano e poi si lamentano».
Molto positive, poi, le reazioni alle luci colorate (nella foto sotto) che sono state proiettate sulla facciata della chiesa di Madonna in Campagna, per il Palio della Rama di Pomm. Un test in vista della festa di novembre, che ha già incassato i complimenti del rione tra i vari «che meraviglia», «bellissima idea» e «andrò a vedere l’opera».
Solo l’inizio
Un progetto che è solo all’inzio, in cui l’amminsitrazione comunale e il Distretto del commercio credono molto. Lo diceva, fin dall’inizio, Longobardi: «Ogni grande progetto ha bisogno di tempo per essere compreso e amato. Quello che chiediamo è di accompagnare la città in questo percorso, lasciando che la curiosità e l’immaginazione prendano il posto della fretta di giudicare senza conoscere le motivazioni finali del programma. La trasformazione del centro di Gallarate non è solo un cambiamento estetico, ma una vera e propria rinascita che potrà essere apprezzata appieno solo quando tutto sarà pronto»
Sei colori per viaggiare nella Gallarate che fu. Ecco il progetto delle luci artistiche
