GALLARATE – È una mostra trasversale, quella di Wassily Kandinsky. Che incuriosisce esperti e appassionati, attira i cittadini che vogliono saperne di più o che vogliono scoprirne i segreti. E piace anche alle forze dell’ordine. Infatti oggi, 10 marzo, il museo Maga di Gallarate ha accolto il generale di brigata Giuseppe Coppola, comandante provinciale di Varese della guardia di finanza.
La visita
Ad accogliere il generale Coppola è stato Mario Lainati, presidente della Fondazione, insieme a Emma Zanella, direttrice del museo. Che lo hanno accompagnato a visitare la mostra Kandinsky e l’Italia, ma anche la biblioteca civica Majno, i laboratori didattici e la Sala Arazzi Ottavio Missoni. «L’incontro – si legge in una nota diffusa a margine del tour nel museo – ha rappresentato l’occasione per avviare future collaborazioni tra le due istituzioni sia in campo formativo ed educativo sia per lo sviluppo e la promozione della cultura a beneficio della comunità». Il generale e il presidente hanno concluso «con cordialità quello che hanno concordemente definito come primo proficuo incontro tra guardia di finanza e museo Maga, a fondamento di future comuni iniziative».
La mostra di Kandinsky
Nel frattempo la mostra dedicata all’artista russo, inaugurata lo scorso 30 novembre, resterà in esposizione nelle sale del museo Maga fino al 12 aprile. Mette in luce la centralità del pensiero di Wassily Kandinsky in relazione alla nascita dell’arte astratta e alla sua evoluzione europea e, in particolare, alla grande stagione dell’astrattismo italiano. Il percorso espositivo presenta 130 opere, tra cui venti di Wassily Kandinsky, e di autori quali Paul Klee, Jean Arp, Joan Miró, Alexander Calder, Antoni Tápies, Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Fausto Melotti, Manlio Rho, Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio e altri. Sono capolavori provenienti da Ca’ Pesaro, dal Museo Maga e da prestigiose collezioni pubbliche e private, che aiutano a ripercorrere la nascita dell’arte astratta e la sua evoluzione europea e italiana – ancora oggi viva nel linguaggio creativo contemporaneo -, dalle avanguardie storiche alla piena maturità del linguaggio non figurativo, offrendo uno sguardo critico sull’attualità di quella ricerca spirituale che il maestro russo aveva posto al centro della modernità artistica.
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