Fin dal nostro programma elettorale del 2021, il gruppo di +Gallarate ha proposto una visione chiara: Gallarate non deve essere pensata come un comune isolato, ma deve assumere il ruolo di Capoluogo dell’area urbana e farsi promotrice della “Città della Malpensa”.
Il nostro approccio è sempre stato quello di fornire suggestioni di ampio respiro per spingere la città verso il superamento dei localismi, adottando una strategia sinergica con i comuni vicini per lo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio.
Oggi, con la parziale attivazione a inizio anno del nuovo collegamento ferroviario Gallarate-Malpensa, ci troviamo di fronte a un’occasione imperdibile per concretizzare questa visione.
La ferrovia è e sarà una grande opportunità, ma i lavori di risistemazione e compensazione ambientale tutt’ora in corso ci offrono una prospettiva ancora più immediata sul fronte della mobilità dolce e della sostenibilità. Le strade di cantiere che corrono parallele alla nuova linea ferroviaria rappresentano un patrimonio inestimabile: potenzialmente, possono essere trasformate in un collegamento ciclabile continuo e sicuro che unisca direttamente Gallarate all’aeroporto.
Questa infrastruttura permetterebbe di ricucire e riconnettere la nostra città in maniera sostenibile non solo con Malpensa, ma anche con i comuni attraversati dal cantiere, ovvero Casorate Sempione e Cardano al Campo.
Questo tratto riconnetterebbe inoltre altri sentieri forestali esistenti, garantendo la ciclabilità fino a Somma Lombardo e al Parco del Ticino, permettendo finalmente a pendolari e appassionati di muoversi in sicurezza senza dover affrontare il pericoloso attraversamento dell’asse del Sempione, tema su cui in passato abbiamo già espresso forte preoccupazione appoggiando le istanze di FIAB Gallarate per una città più sicura.
Non si tratterebbe di un semplice sentiero, ma di una risorsa fondamentale su due fronti: da un lato, per la mobilità quotidiana dei tanti lavoratori aeroportuali gallaratesi; dall’altro, per il cicloturismo, collegando il basso Varesotto alle principali ciclovie della provincia.
Sarebbe il primo, vero tassello della “Ciclopolitana” che abbiamo inserito nel nostro programma. Un’occasione altamente simbolica per riavvicinare i cittadini al proprio aeroporto, inquadrandolo non più come una mera servitù infrastrutturale, ma come una meta accessibile e integrata nel tessuto urbano. Tuttavia, come emerso anche da recenti articoli di stampa locale, il rischio che questa “quasi-ciclabile” rimanga un’opera incompiuta o frammentata alle porte dell’aeroporto è alto. In passato abbiamo già assistito all’immobilismo della Giunta sui temi della mobilità, come dimostrano i ritardi accumulati per la redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS).È giunto il momento di un cambio di passo deciso.
I cittadini e i lavoratori sono già pronti a questa transizione ecologica; ora tocca alla politica fornire gli strumenti. Per questo motivo, +Gallarate invita formalmente la nostra Amministrazione a uscire dall’inerzia e a farsi parte attiva. Chiediamo al Sindaco e alla Giunta di assumere il ruolo di capofila territoriale, aprendo immediatamente un tavolo di lavoro con gli amministratori di Cardano al Campo e Casorate Sempione. L’obiettivo deve essere quello di interloquire con i vertici aeroportuali e regionali per ottenere ufficialmente una pista ciclabile continua e sicura.
Lavoriamo insieme per realizzare un’opera che diventi simbolo di unità territoriale, per una Gallarate più grande, più moderna, competitiva e autenticamente europea.
Lista civica +Gallarate
In bici lungo la nuova ferrovia Gallarate-Malpensa: «La ciclovia nel bosco è già realtà»
