Gallarate, Cacciari: «Nel mondo e in Italia ci si barcamena per non perdere la faccia»

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Massimo Cacciari

GALLARATE – La guerra tra Russia e Ucraina, un conflitto in cui «tutto è ambiguo» e frutto di «una sciagurata politica dietro l’altra». Vale per le posizioni degli Stati Uniti, ma anche per quelle dell’Europa e dell’Italia. Un’ Italia con un presidente del consiglio, Giorgia Meloni, che è considerata «politicamente molto astuta». Ma che si trova sola a fare i conti con la mancanza di un’élite dirigente: «Non ha dietro nessuno». Dall’altra parte c’è una sinistra che «al momento non è una valida alternativa, i fatti lo dimostrano». Anche se la segretaria del Pd, Elly Schlein, «almeno la narrazione l’ha cambiata». Una riflessione a 360 gradi, quella del filosofo Massimo Cacciari. Che ieri, 3 marzo, è stato ospite – come ormai da tradizione – alla tappa gallaratese di Filosofarti.

gallarate massimo cacciari filosofartiLa riflessione di Cacciari

A margine dell’appuntamento a Gallarate con il festival – che l’ha visto sul palco del Teatro delle Arti a dialogare con la professoressa Cristina Boracchi (nella foto qui sopra), una lezione magistrale dal titolo Il ‘lavoro’ dello spirito – il filosofo e saggista ha parlato del mondo e dell’Italia. E delle fragilità di un momento storico che porta con sé numerosi interrogativi. A partire dalla «sciagurata» guerra tra Russia e Ucraina: «Tutte le potenze occidentali si barcamenano nel tentativo di non perdere la faccia», le parole di Cacciari. «Perché se la guerra dovesse finire semplicemente con la vittoria inequivocabile di Putin – non con un accordo o con un compromesso – tutti noi occidentali perderemmo la faccia».
In Italia, Meloni «è abile», dice Cacciari. «Ma non ha dietro nessuno, quindi è del tutto evidente che avrà problemi continui con i suoi ministri e con la sua corte». Insomma, «sarà una sfida continua per lei tenere in piedi la baracca».
E la sinistra di oggi può essere considerata un’alternativa valida? «Al momento no. Però sembra che Schlein almeno la narrazione l’abbia cambiata, nell’unico senso possibile». Di fatto, rispetto a due anni fa «sta leggermente meglio». Nel video sotto, l’intervista completa:

L’appuntamento con Filosofarti

Nel corso della serata, Cacciari ha tenuto una lezione magistrale di fronte a una sala piena. Un incontro dal titolo Il ‘lavoro’ dello spirito. Tra il 1917 e il 1919 Max Weber tenne due conferenze dal titolo, appunto, Il lavoro dello spirito come professione, che rappresentava l’idea regolativa, il progetto e la speranza che avevano animato il mondo della grande cultura borghese del Romanticismo e avrebbero costituito il filo conduttore dello stesso pensiero rivoluzionario successivo, da Feuerbach a Marx. Il lavoro dello spirito il lavoro creativo, autonomo, il lavoro umano considerato in tutta la sua attuosa potenza, e volgersi alla sua affermazione si­gnifica liberazione di ogni attività dalla condizione di lavoro comandato, dipendente, e cioè alienato. Ma il suo dissolversi nella forma capitalistica di produzione, nell’universale macchinismo, che fagocita quella scienza che pure è l’autentico motore dello sviluppo, finisce col delegittimare la stessa autorità politica, che nella «promessa di libera­zione» trova il proprio fondamento.

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