Gallarate, monsignor Festa: «Coi migranti non basta giocare in difesa»

Gallarate monsignor festa migranti

GALLARATE – «I confini nella vita ci vogliono, così come ci vogliono delle mura domestiche per custodire l’intimità famigliare e una Patria che definisca un luogo in cui possiamo sentirci a casa. Ma i confini devono essere aperti. Se sono dei muri devono esserci delle porte, se sono monti servono dei valichi, se sono fiumi servono dei ponti». E’ questo il messaggio rivolto da monsignor Riccardo Festa oggi, 25 luglio, durante le celebrazioni per la patronale di San Cristoforo. 

Gallarate monsignor festa migrantiVengono per rimanere

Durante l’omelia, il prevosto di Gallarate si è rivolto alle istituzioni locali, ai rappresentanti delle forze dell’ordine e ai cittadini presenti in basilica. Ha affrontato il tema del matrimonio come valore indispensabile per «creare la prima cellula della società», la fuga dei cervelli all’estero, un fenomeno «per cui spesso ci limitiamo a rammaricarci». Ma don Festa si è soffermato in particolare sui migranti, i tanti che abitano anche la città più multietnica della provincia di Varese, persone che «riconoscono nelle nostre terre un luogo dove si progetta il futuro e vengono da noi a costruire il proprio. Sono giovani che vengono per trovare libertà e pace, per scappare da sistemi tribali, vengono per fare famiglia e far studiare i propri figli. Vengono per rimanere». 

Gallarate monsignor festa migrantiGiocare in attacco 

Eppure, ha sottolineato il prevosto di Gallarate, «con loro siamo sempre in difesa, ma chi gioca in difesa non può pensare di vincere il campionato». Possibile che non si trovi il modo di prendere in mano la sfida? «Dovremmo essere noi a cercare di fare venire gente che abbia voglia di rimanere e lavorare. Ne abbiamo bisogno. Riusciamo a fare venire milioni di turisti e a sistemarli tutti, possibile che non sappiamo fare proposte attive per poche decine di migliaia di persone coraggiose scappate dalla guerra e dalla fame? I processi vanno anticipati per poterli governare, non si può giocare sempre di rimessa, serve una sana aggressività e giocare in anticipo».

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