GALLARATE – «Gallarate è casa mia». Lo dice Itihash, 23 anni, dieci dei quali vissuti nella Città dei Due Galli. È lui il punto d’incontro: da una parte c’è la tradizione rappresentata dai più anziani della comunità bengalese, dall’altra i giovani che vogliono costruire un futuro in Italia senza dimenticare le proprie origini. Ed è l’associazione Bangladesh-provincia di Varese lo strumento per coniugare questi due fattori. Lo hanno spiegato ieri – 30 aprile – al Teatro delle Arti, in occasione dell’evento di presentazione di questa realtà che in città conta quasi 3mila persone.
Una nuova sede a Gallarate
Un evento inaugurativo, che apre una nuova stagione fatta di eventi e di obiettivi. Oggi l’associazione – presieduta da Ahmad Feruze – ha come punto di riferimento la sede in via Mameli, «troppo piccola e costosa, a lungo termine diventa insostenibile». Ecco perché come primo traguardo da raggiungere è prevista l’individuazione di una nuova casa, dove riunirsi per le proprie attività. Che siano religiose o solo per celebrare il folklore della propria terra.
Un gruppo che ufficialmente è formato da 71 iscritti, con dieci persone che formano un vero e proprio consiglio di cui Anisur Rahman Shimul ne è segretario. Insieme, tutti, raccontano la propria storia e le speranze nel mondo occidentale. Qui, in particolare, «a Gallarate abbiamo trovato un punto di riferimento, le persone sono brave e gentili con noi». E loro ricambiano. Lo dice chiaramente, il presidente: «Ci impegniamo per essere d’aiuto a chiunque».
Tutti gli obiettivi
Negli ultimi due anni, hanno organizzato piccoli eventi. Un’occasione di festa – come quella della Lingua Madre, del 21 febbraio – ma anche la possibilità di raccogliere fondi da mettere in una cassa comune che viene poi utilizzata per finanziare le attività. «E per dare una mano a chi ha bisogno di noi». Il caso più evidente, racconta il giovane Itihash, «è che molti non conoscono l’italiano e per questo fanno fatica a trovare un lavoro». Ecco perché «fra le prime iniziative che vogliamo proporre c’è un corso per chi vuole imparare la lingua». Ma la volontà è anche di «riuscire a unire la tradizione bengalese e la cultura italiana, fare in modo che le persone che sono qui possano mantenere le proprie radici e allo stesso tempo accogliere le usanze di questo Paese». Un lavoro che svolgono insieme, «perché un’associazione funziona con lo sforzo di tutti quanti». Presente anche il sindaco Andrea Cassani: «La comunità bengalese è importante. Nonostante a Gallarate, in generale, ci siano dei problemi di integrazione, con questa comunità non si è mai verificato il problema. Perché si sono sempre comportanti in modo esemplare, cercando di integrarsi al meglio». Al suo fianco anche l’assessore alla Cultura, Claudia Mazzetti, e il consigliere comunale Rossella Glorioso. Oltre al prevosto don Riccardo Festa e all’ex sindaco di Albizzate, Francesco Sommaruga.

Gallarate riscopre la comunità bengalese. Festa tra dolci tradizionali e musica
