GALLARATE – Archiviata la distribuzione del tradizionale brodo caldo, rito gallaratese di mezza estate, entrano nel vivo le celebrazioni in onore di San Cristoforo, patrono della città. Da giovedì 24 luglio due giorni di appuntamenti organizzati dalla comunità pastorale con l’amministrazione comunale e la Pro loco.
Il programma
I festeggiamenti iniziano giovedì 24 luglio alle 20.45 all’area mercato di via Torino con la benedizione degli autoveicoli e la preghiera a San Cristoforo, protettore dei viandanti. Venerdì 25 luglio la giornata inizia alle 10.30 con la Santa Messa solenne in Basilica, concelebrata dai preti della città. Durante la funzione si rinnoverà la tradizionale offerta dei ceri da parte dell’Amministrazione comunale. Alle 20.45 ci sarà la preghiera dei Vespri in Basilica, seguita alle 21 dalla benedizione dal sagrato alla città, impartita dal prevosto monsignor Riccardo Festa. Alle 21.30 piazza Libertà ospiterà il concerto dei “Fottuta Marmellata”, la band del maestro Luca Chiaravalle.
Il culto di San Cristoforo
Il culto di San Cristoforo, martirizzato in Licia forse sotto Decio, è documentato nella Chiesa d’Oriente a partire dalla metà del quinto secolo. La leggenda occidentale fu diffusa da Jacopo da Varagine. Cristoforo era un gigante che si era proposto di servire il signore più potente; dopo essere stato al servizio di un re, di un imperatore e del demonio, seppe da quest’ultimo che il signore più potente era Cristo. Allora andò da un santo eremita e, consigliato da lui, prese dimora vicino a un fiume, dove traghettava i pellegrini. Una notte fu svegliato da un fanciullo che gli chiese di essere traghettato, ma più avanzava nelle acque più il carico diventata pesante e il fiume impetuoso. Quando finalmente arrivò sull’altra sponda, il fanciullo gli rivelò di essere Gesù, e come prova fece germogliare il bastone al quale Cristoforo si appoggiava. Cristoforo allora si fece battezzare e andò a predicare in Licia, dove subì il martirio. Oltre a quelle dei Santi Almachio e Teodoro, che si trovano nella cripta, la basilica di Santa Maria Assunta di Gallarate conserva anche una reliquia del patrono, San Cristoforo. Si tratta di una porzione di osso conservata in una teca, riposta in una tarsia, chiusa, a fianco dell’altare maggiore.
Il “brivido” del brodo bollente a luglio, Gallarate ha rinnovato la tradizione
