GALLARATE – Come ogni anno, da decenni a questa parte, a metà luglio. Come ogni anno in fila per il brodo nella tradizionale festa dell’omonima “Cuntrada” di Gallarate che, sulla spinta organizzativa della Pro Loco e del Comitato di cittadini che diede avvio alla manifestazione, viene riproposta a memoria di tempi lontani, di carestie e epidemie, di devozione alla Madonna del Carmelo alla quale è dedicato un bassorilievo in bronzo che sostituisce un antico affresco. Brodo caldo che veniva distribuito ai poveri come sostentamento e sollievo; brodo caldo che dal 1948, in parallelo al Palio cittadino (oggi se ne fa soltanto menzione), è ritornato a suggello di una storia di solidarietà e aggregazione.

Distribuiti 500 litri
Così, questa mattina, 20 luglio, sindaco e prevosto, assessori e presidente della Pro loco, hanno dato il la alla distribuzione di 500 litri di brodo, accompagnato da bocconi di biancostato e carne di pollo. Oggi come qualche secolo fa. Oggi con una data da ricordare: i cinquant’anni dell’effigie della Madonna nella cappella votiva di via San Giovanni Bosco. Tanta gente a ricevere la benedizione impartita da monsignor Riccardo Festa e ad ascoltare le parole di Andrea Cassani, primo cittadino, e Vittorio Pizzolato, presidente dell’ente di promozione cittadina. Loro, prevosto, sindaco, presidente e tutta la giunta schierati con la classica tazza commemorativa (“Nel mio ufficio ora ce ne sono dieci” ha svelato Cassani) in mano, primi a ricevere il brodo dai volontari addetti alla cucina. A seguire decine di gallaratesi in fila per ottemperare alla tradizione e, perché no, per provare il “brivido caldo” del brodo in piena afa estiva. Più che una curiosità, un ritorno virtuale e suggestivo al passato.
Cuntrada dal broeud, Il bassorilievo della Madonna del Carmine ha 50 anni
