Il centro Tommaso Moro interroga Gallarate con musica e poesia

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GALLARATE – «Molto da abbattere, molto da costruire, molto da sistemare di nuovo. Fate che l’opera non sia rimandata». Questo è il compito che il poeta, saggista, critico letterario e drammaturgo americano Thomas Stearns Eliot (1888 – 1965) ci indica ne i Cori da “La Rocca” (1934), una delle sue opere più snobbate dalla critica ma oltremodo affascinanti e profetiche. Il Centro Culturale Tommaso Moro di Gallarate, in questo momento di particolare confusione ove sembra che l’unico atteggiamento ragionevole di fronte alla realtà sia l’indifferenza, le rassegnazione e il disimpegno, vuole proporre un momento di riflessione e contemporaneamente di giudizio alla città e sulla città.

Più di uno spettacolo

L’appuntamento è il 12 settembre, alle 21, sul sagrato della chiesa di San Pietro. Non “uno spettacolo” ma un momento in cui, attraverso la poesia, la musica e le suggestive immagini di Gallarate, si vuole interrogare la città. La lettura teatrale, interpretata dall’attore Matteo Bonanni, sarà accompagnata da un percorso musicale per pianoforte eseguito dal M° Francesco Pasqualotto, con brani di Ligeti, Liszt, Schumann e Chopin, in un dialogo affascinante tra i due testi, quello musicale e quello poetico, in cui l’uno cerca di illuminare l’altro. A far da cornice alla rappresentazione verranno proiettate immagini di Gallarate grazie alle foto di Salvatore Benvenga, ad indicare visivamente il destinatario principale dell’evento. Un evento unico ed originale, aperto a tutti e gratuito.

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