Riconversione dell’ospedale di Gallarate, c’è l’ok di Regione Lombardia all’Adp

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GALLARATERegione Lombardia ha aderito alla proposta del Comune di Gallarate di Accordo di programma finalizzato alla valorizzazione e rigenerazione urbana delle aree dell’attuale “Ospedale Sant’Antonio Abate”. Lo stabilisce una delibera di giunta, approvata lo scorso 22 dicembre su  proposta del presidente Attilio Fontana di concerto con gli assessori Massimo Sertori e Guido Bertolaso. 

L’ok di Regione 

In previsione del nuovo “Grande ospedale della Malpensa”, era stato demandato ai Comuni di Busto Arsizio e Gallarate la promozione di due distinti Accordi di programma da parte delle Amministrazioni comunali per la rigenerazione urbana dei rispettivi presidi ospedalieri esistenti. E così stanno facendo.
L’ok di Regione è un atto formale, di fatto scontato, atteso dopo il voto in consiglio comunale dello scorso 26 novembre. Le linee guida indicate dall’amministrazione Cassani hanno trovato il parere favorevole di Palazzo Lombardia che ha ritenuto «la proposta di intervento coerente con gli indirizzi annuali della Programmazione negoziata» al termine di una istruttoria tecnica a supporto della valutazione sulla sussistenza dell’interesse regionale. 

Come cambierà

L’obiettivo ora è arrivare alla sigla dell’Accordo di programma entro due anni. Si tratta di una procedura molto lunga che vedrà al tavolo anche Provincia di Varese, Ats Insubria e Asst Valle Olona e che prevede anche la costituzione di un apposito Comitato, di una segreteria tecnica e di un Collegio di vigilanza come organismi di supporto. Si dovrà stabilire come riconvertire un’immensa area in centro città (con una superficie territoriale pari a 53mila metri quadrati), totalmente da ripensare quando sarà pronto il nuovo ospedale di Beata Giuliana, atteso per il 2031.
Secondo lo scenario già individuato, manterranno funzioni sociosanitarie non soltanto il padiglione Polimedico Est e Palazzo Boito, ma anche il Polimedico Ovest. Verranno invece dismessi e riconvertiti il “Pirellino” di largo Boito, il parcheggio, la portineria, l’attuale edificio al centro del sedime che ospita il Pronto soccorso e la stragrande maggioranza dei reparti. Ma soprattutto il Trotti-Maino, oggetto di un lungo dibattito negli scorsi mesi. In base allo studio condotto da Arexpo, troveranno spazio nel sedime dell’attuale Sant’Antonio Abate nuove forme abitative (senior housing, co-living, student housing), servizi di quartiere, spazi commerciali, aree verdi per il gioco e per il benessere.

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