Riconversione ospedale di Gallarate, via libera in aula. Dubbi sul Trotti Maino

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GALLARATE – Dopo il passaggio in Commissione Sanità dello scorso ottobre, è arrivata in consiglio comunale – ieri, 25 novembre – la delibera relativa alla Promozione dell’Accordo di Programma finalizzato alla valorizzazione e rigenerazione urbana delle aree dell’attuale ospedale di Gallarate. Via libera con la maggioranza che resta compatta sui passi da compiere: «Il percorso che stiamo affrontando è quello giusto», le parole di Michele Aspesi (Lista Cassani). Per le opposizioni, invece, «i cittadini resteranno cornuti e mazziati», ha detto il capogruppo del Pd, Giovanni Pignataro.

Via all’iter

Con il passaggio in aula di ieri sera, si è dato il via formale al lungo iter che porterà alla sottoscrizione dell’intesa sul destino del Sant’Antonio Abate con Regione Lombardia, Provincia di Varese, Ats Insubria e Asst Valle Olona. Secondo lo scenario già individuato, verranno dismessi e riconvertiti il “Pirellino” di largo Boito, il parcheggio, la portineria, l’attuale edificio al centro del sedime che ospita il Pronto soccorso e la stragrande maggioranza dei reparti. Ma soprattutto il Trotti-Maino, oggetto di un lungo dibattito negli scorsi mesi. E che anche ieri sera è stato al centro della discussione.

Opposizioni all’attacco

Per Massimo Gnocchi (Ocg), «in questo documento è riportato, in sostanza, che tutto l’attuale ospedale sarà dismesso. State cancellando 150 anni di storia». Davide Ferrari (Pd) si è concentrato proprio sul Trotti Maino: «È compatibile con future destinazioni sociosanitarie. Quindi apriamo le porte alla sanità privata nell’ospedale dei gallaratesi». Adesso, ha poi aggiunto, «abbiamo l’occasione di dare un segnale. Di ricordarci che in un territorio che perde duecento posti letto ospedalieri ci sarà sicuramente qualcuno pronto a colmare il vuoto». Michele Bisaccia (Lista Silvestrini) ha invitato a «riflettere su quello che sarà il destino del Sant’Antonio Abate. Indegno che non sia stato investito nulla sul servizio territoriale di Gallarate: è stato solo cambiato il nome del distretto in Casa di comunità». Di più: «Chi vota contro, oggi, mostra il tentativo disperato di tutelare quello straccio di dignità della sanità gallaratese. Chi vota favorevole, invece, si accontenta delle briciole». L’affondo di Cesare Coppe (Città è Vita): «Siete alla ricerca di un avallo per una scelta di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità politica. Questo Adp limita le funzioni sanitarie di alcuni edifici». Sonia Serati (+Gallarate): «Da sempre siamo favorevoli al nuovo ospedale. Ma in questo caso anche noi abbiamo perplessità sul residuo dell’attuale ospedale, soprattutto sul Trotti Maino. Siamo preoccupati del percorso che questo edificio potrebbe avere nelle mani di un’azienda privata». Infine, l’attacco di Pignataro: «Avviamo un procedimento sulla base di una cornice sfavorevole per l’interesse pubblico dei cittadini. Gli unici immobili su cui non sono stati effettuati grandi lavori di manutenzione sono i padiglioni Est e Ovest: che dovrebbero garantire la medicina territoriale. Invece, quello su cui si è intervenuto in maniera più costosa, è il Trotti Maino. Una beffa».

La maggioranza alza gli scudi

Secondo Luigi Galluppi (Centro Popolare), «l’Adp consentirà di mantenere nel sedime ospedaliero spazi adeguati per garantire i servizi auspicati. Chi oggi vota contro, dice che non vuole nessuna struttura sociosanitaria. E chi si oppone non avrà motivo, o diritto, di avanzare proposte al tavolo di lavoro». Ha poi aggiunto Aspesi: «Questo documento rispecchia quanto era stato già chiesto: mantenere spazi per attivare servizi sul territorio. Si collabora per fare un passo verso il futuro». Già, perché «il nostro ospedale non è più sostenibile da un punto di vista tecnico. E questo è un primo passaggio per chiedere un nuovo servizio sul territorio».

I prossimi step

Ora l’Adp dovrà essere siglato entro due anni, al termine di una procedura che prevede anche la costituzione di un apposito Comitato, di una segreteria tecnica e di un Collegio di vigilanza come organismi di supporto. Costituendo variante allo strumento urbanistico vigente, rientra nell’ambito di applicazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica.
Ma cosa prevede? Intanto, fa riferimento a un’area che si trova nel cuore della città, con una superficie territoriale pari a 53mila metri quadrati, totalmente da ripensare quando sarà pronto il nuovo ospedale di Beata Giuliana, atteso per il 2031. Ed è previsto il mantenimento di servizi di assistenza sociosanitaria, la nascita di nuove forme abitative (senior housing, co-living, student housing), servizi di quartiere, spazi commerciali, aree verdi per il gioco per il benessere. Con il mantenimento di funzioni sociosanitarie non soltanto per il padiglione Polimedico Est e Palazzo Boito, ma anche per il Polimedico Ovest.

Contro la violenza sulle donne

In apertura della serata, lo spazio delle comunicazioni è stato dedicato alla Giornata contro la violenza sulle donne, che cade proprio il 25 novembre. Un momento in cui il sindaco Andrea Cassani, il presidente del consiglio comunale Marco Colombo, assessori e consiglieri sono intervenuti per sensibilizzare su un tema tanto delicato. Ogni intervento si è ricollegato al fatto di pochi giorni fa, avvenuto in via Pradisera, quando una donna è stata violentata all’alba mentre andava al lavoro. Un gesto che ha scosso la comunità e che è stato condannato da tutti.

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