BUSTO ARSIZIO – Non parte il processo a carico dei 22 indagati per l’occupazione abusiva del cantiere di via Curtatone a Gallarate. Oggi, giovedì 22 gennaio, il Gup del Tribunale di Busto Arsizio Gianmarco Cantalini avrebbe dovuto decidere sul rinvio a giudizio o il proscioglimento degli imputati. Un vizio di notifica ha fermato l’udienza preliminare subito dopo lo squillo della campanella: tutto rinviato al prossimo 18 giugno.
Rinviato a giugno
Alle 11 di oggi davanti al Tribunale bustocco una cinquantina di attivisti si sono riuniti in presidio per sostenere i 22 indagati tra i quali compaiono l’ex assessore Cinzia Colombo e Olivia Pastorelli del comitato Salviamo gli alberi di Gallarate, oltre a Maicol Ripani del gruppo anarchico Telos di Saronno. Presidio di solidarietà che sarà molto probabilmente presente anche a giugno.
In mattinata il Presidio di via Curtatone ha diffuso una nota prendendo una posizione netta
Per alcuni mesi, persone diverse tra loro hanno resistito insieme, vivendo e presidiano il bosco dentro e fuori, giorno e notte. Una lotta di civiltà alla quale, le istituzioni e le forze dell’ordine, non hanno saputo rispondere, se non con continue provocazioni, violenze psicologiche e fisiche e repressione, mostrando l’assoluta incapacità di gestire democraticamente, una protesta popolare, nata dal basso ed eterogenea. La cosa da difendere, è stata la decisione del Comune, di andare avanti con un progetto scellerato, costoso e privo di senso logico. Un Comune che, volutamente, stupidamente e con arroganza, ha ignorato le innumerevoli proteste iniziate ben prima dei “giorni caldi” del Presidio e alle migliaia di firme di cittadin* raccolte.
Anche se il bosco è stato abbattuto, questa esperienza non è stata inutile. Ha creato legami forti, fiducia e una comunità unita, volenterosa di reagire all’avanzare del cemento e alle ingiustizie della società. Gli arresti ed i continui ed ininterrotti tentativi di dividere il movimento non sono riusciti a fermare il percorso collettivo, che ha mostrato i limiti degli strumenti istituzionali e l’importanza di agire insieme in modo concreto. Con questo spirito stiamo affrontando il processo: perché in tribunale non sono giudicate 22 persone, che sono parte di una lotta decisamente piú numerosa, ma un’ intera comunità. In una società che ci obbliga sempre di piú all’isolamento e alla competizione, noi vogliamo coltivare le connessioni tra le persone attraverso comunità e solidarietà. In questo senso il sistema ha funzionato: i suoi errori e le sue contraddizioni hanno generato la comunità e, dalla comunità stessa, emergerà la forza che smantellera’ un sistema che, tra le altre cose, sta distruggendo anche la Natura e un ambiente da salvaguardare per le future generazioni.
Resistenza ad oltranza.
Occupazione di via Curtatone a Gallarate, inizia il processo ai 22 rinviati a giudizio
