Gallarate, centrodestra compatto attorno al presidente Colombo. Sfiducia bocciata

GALLARATE – Otto sì, sedici no. Tradotto: Marco Colombo resta al suo posto. Bocciata la sfiducia al presidente del consiglio comunale a Gallarate: il centrodestra resta unito e respinge la richiesta delle opposizioni, avanzata nei giorni scorsi a causa – ed è solo un motivo tra quelli presentati – della decisione di convocare la seduta consiliare il giorno successivo alle Commissioni.

La vicenda

Ed è proprio il consiglio comunale di questa sera – 14 luglio – che è stato chiamato a votare, in maniera segreta, la revoca o meno del presidente in aula. Otto i Sì, presumibilmente quelli dei consiglieri di minoranza che hanno avanzato la richiesta. Alla base, non solo la questione delle tempistiche di convocazione delle sedute che vanno a «pregiudicare le funzionalità dei lavori», ma anche le «ripetute condotte pregiudizievoli nei confronti dei consiglieri comunali», recita il documento letto da Gianpaolo Bonetti (Pd). O il fatto che siano stati «violati i principi di confronto democratico».

Centrodestra unito

Motivazioni che hanno scatenato il sindaco Andrea Cassani. Senza mezzi termini ha preso di mira la «miserrima opposizione che si sta facendo». Di più: «La minoranza non parla del futuro della città, sta solo rimestando nel torbido». E ancora: «Sono inconcludenti, pensano a mettersi in mostra in vista delle Amministrative dell’anno prossimo». E su Colombo ha aggiunto: «È legittimato e degno a fare il presidente comunale, al contrario di voi (le minoranze, ndr) che siete relegati a fare opposizione: mi diverto a leggere le vostre banalità e invettive, non entrate mai nel merito e siete sempre lì a sfruculiare».
Anche il resto del centrodestra ha fatto quadrato attorno a Marco Colombo. Come Luca Sorrentino (Fratelli d’Italia), che si è concentrato sulla «solidarietà umana nei confronti di una persona che esercita la sua attività politica perché ci crede». O come Luigi Galluppi (Centro Popolare Gallarate) che sostiene che la richiesta di revoca nasca «dal clima che si è visto in aula negli ultimi anni». Poi ha aggiunto: «Abbiamo sbagliato, da un punto di vista organizzativo, in merito alla Commissione. Ma chiedere la revoca è un fatto grave».

L’affondo delle opposizioni

Di altro avviso il centrosinistra. Così Giovanni Pignataro (Partito Democratico): «Abbiamo usato gli strumenti che abbiamo a disposizione». In merito alle tempistiche ha ribadito che «vanificano le possibilità di discussione e limitano le minoranze a svolgere il proprio ruolo». Ha poi aggiunto Cesare Coppe (Città è Vita): «Non siamo di fronte a un’iniziativa politica o personale, ma democratica. Stiamo dicendo che non vengono rispettate le regole e che non ci è permesso esercitare correttamente il nostro compito. E l’unico arbitro di questo regolamento, in diverse occasioni, non si è dimostrato disponibile».
Prese di posizione, che si aggiungono ai continui botta e risposta tra il consigliere di minoranza Massimo Gnocchi (Obiettivo Comune Gallarate) e il sindaco.

«La verità va raccontata tutta»

A chiudere, il diretto interessato. Marco Colombo ha sottolineato «il mio impegno e il mio rispetto nei confronti delle istituzioni e della macchina organizzativa». Non solo: «Avrei preferito che le minoranze si fossero fermate a una reprimenda o a una conferenza stampa, lo avrei ritenuto più accettabile. Però ci sono una serie di cose che vanno spiegate nei fatti». Si è quindi concentrati su più temi emersi, dalle critiche sulla gestione in aula della questione Fondazione Consorzio scuole materne alla gestione del tema molto dibattuto della remigrazione. O sulle bagarre che si sono viste a Palazzo Broletto quando si parlava di ospedale. «Perché se si racconta la verità, deve essere raccontata tutta».

Gallarate, le minoranze: «Colombo incapace di gestire il consiglio. Se ne vada»

Gallarate, dallo Stato 3,6 milioni per gli edifici comunali. E la Tari viene ritoccata

gallarate respinta sfiducia colombo – MALPENSA24
Visited 711 times, 1 visit(s) today