GALLARATE – Il centrosinistra (Pd, Città è Vita, Lista Silvestrini) ha dato appuntamento questa mattina, 26 ottobre, in via Valle Nuova per la seconda tappa del tour “Il verde a Gallarate, Gallarate al verde”. Proprio lì, in quella strada residenziale a fondo cieco, potrebbe sorgere entro il 2030 il nuovo sottopasso ferroviario di Crenna che andrebbe a eliminare l’ultimo passaggio a livello presente in città. Ma per i ritardi accumulati, i costi triplicati e un progetto che non convince sotto il profilo viabilistico e ambientale, la minoranza chiede di fermarsi a riflettere per studiare «alternative possibili che non sono nemmeno state prese in considerazione».

Troppi problemi
Secondo Cesare Coppe (CèV), l’opera si inserirebbe alla pendici della collina di Crenna, «un’area delicata sotto il profilo ambientale e idrogeologico». Inoltre, il primo studio di fattibilità presenta secondo lui evidenti lacune anche sotto il profilo infrastrutturale: «Sembra assurdo che qui possa sbucare un sottopasso a due corsie con annessa pista ciclabile». Guarda il video:
Traffico e costi
A preoccupare le opposizioni sono anche i tempi (il cronoprogramma è slittato al 2028) e i costi – soltanto in parte sostenuti da Regione Lombardia – che negli anni sono lievitati. «Nel 2021 il preventivo di Rfi era di 3,4 milioni di euro, diventati 4,9 nel 2022, 7,2 nel 2023 e 9,8 secondo le ultime stime», ha sottolineato il capogruppo del Pd Giovanni Pignataro. «E per che cosa? Per portare tutto il traffico del Sempione proveniente da Somma Lombardo qui, in un quartiere residenziale che non è in grado di reggere l’impatto».

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