di Massimo Lodi
Le regionali in Liguria, dove si vota domenica e lunedì, s’annunciavano una passeggiata per il centrosinistra. Se il governatore del centrodestra finisce ai domiciliari, si dimette e bisogna tornare alle urne, come non immaginare che strafavorito sia lo schieramento avversario? Invece sembra non essere così. Sembra che le due squadre se la giochino alla pari. Sorprendente, a dare importanza al realismo. Ma il realismo non appartiene, con frequenza ciclica, al mondo di centrosinistra.
Vediamo. Esempio 1. Il litigio a proposito della candidatura dei renziani nel campo che avrebbe dovuto esser largo e s’è invece ristretto. Veto di Conte, poi marce indietro-avanti, discussioni, capriole. Riassumendo: caos. E ciaone d’Italia Viva. Possibile che gli elettori, scocciati dalla manfrina, si diano un’alzata di spalle decidendo o di cambiare orientamento o di starsene a casa. Esempio 2. il licenziamento di Grillo da parte dell’ex premier giusto alla vigilia del cimento. Il Vaffator scortese denunzia i suoi bravi difetti, però vanta i suoi antichi pregi. Avere, dei secondi, considerazione zero nel momento in cui tutto (perfino l’equivoco fascino populista dei primi) serve a battere i competitori, è qualcosa d’incomprensibile al semplice cittadino. Figuriamoci al cittadino di Genova, luogo natale del comico arruffa-moltitudini. Inclusivi, inclusivi, inclusivi va ripetendo la Schlein da settimane/mesi. Poi succede il contrario a ridosso della prima di tre chiamate regionali (le altre due in Emilia Romagna e Umbria). Ma che modo di fare è? Quale armocromia politica lo ispira?

Esempio 3. Lo scarso appeal dell’aspirante successore a Toti, l’ex pluriministro Orlando. Degnissima figura, premiata da svariati ruoli in una lunga carriera partitica/istituzionale. Però non un leggendario fuochista d’anime, di quelli che incendiano le masse. Si poteva scegliere diversamente nella sfida con Bucci, per due volte consecutive sindaco di Genova, capace d’avere estimatori trasversali, assurto a un compito di prima grandezza nella ricostruzione del Ponte Morandi. Orlando andava bene, benone, benissimo in situazione d’ordinaria contesa. Lo va assai meno in situazione di straordinario match.
Esempio 4. Resiste la vocazione del centrosinistra a complicarsi la vita anche quando gli altri gliela semplificano. È scritto nel misterioso Dna dell’alleanza, che si sforza con tenacia a dimostrare di non esser tale. Qui poi il rischio appare grande: se sconfitta dovesse manifestarsi, il rimbalzo potrebbe toccare le elezioni immediatamente successive, citate poco sopra. E da un 3-0 centrosinistra-centrodestra dato per sicuro sino a qualche tempo fa, si passerebbe a un verdetto complessivo assai diverso. Surreale anche nell’epoca in cui, Giuli dixit, la creatività nasce nel liquido amniotico. E molto, tutto, sempre fa acqua. Specialmente sulle rive del Mar Ligure.
