GALLARATE – Elena Campolo, ultranovantenne residente nel rione di Sciaré, ha preso carta e penna e scritto ai vertici del Gruppo FS Italiane per segnalare la presenza di barriere architettoniche che impediscono l’accesso alla stazione di Gallarate dall’ingresso posteriore. Incredibilmente ha ricevuto una tempestiva risposta, ed è già un successo visto che spesso le stesse amministrazioni comunali hanno difficoltà a mettersi in contatto con altri enti statali o apparati burocratici centralizzati. Ma il contenuto della missiva, purtroppo, non lascia intravedere un’immediata risoluzione del problema. Mancano i soldi.
La risposta
L’anziana gallaratese ha inviato la lettera direttamente all’amministratore delegato e direttore generale di Ferrovie dello Stato italiane, Stefano Antonio Donnarumma. Ed è stato proprio lui a rispondere, dicendo che «A seguito di una prima verifica tecnica, è stata accertata la fattibilità dell’intervento di abbattimento delle barriere architettoniche sul lato via Sciarè mediante l’installazione di un ascensore». Il manager si è spinto oltre, sostenendo che in otto mesi il lavoro potrebbe essere concluso. Ma c’è un problema: Donnarumma scrive infatti che l’installazione dell’ascensore è «subordinata al preventivo ottenimento dei finanziamenti». Tradotto: non ci sono i soldi.
Può scrivere ad Autostrade?
La vicenda è stata resa nota ieri sera, 26 febbraio, in consiglio comunale da Giovanni Pignataro, in contatto con la signora Campolo. Il capogruppo dem ha letto in aula le due lettere e poi le ha consegnate al sindaco Andrea Cassani che, nel sottolineare l’intraprendenza dell’anziana gallaratese e la facilità con cui è riuscita a entrare in contatto i massimi vertici di Ferrovie dello Stato italiane, ha commentato con sarcasmo: «Può dirle di scrivere anche ad Autostrade?». Le barriere fonoassorbenti ai lati dell’A26, infatti, è un altro problema che da anni vede impegnata l’amministrazione comunale in un difficile dialogo tra le parti.
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