Gallarate, lavori al museo per i 130 anni degli Studi Patri. Palazzi confermato presidente

GALLARATE – Il 2026 sarà un anno di ricorrenze: 130 anni dalla fondazione della Società Gallaratese per gli Studi Patri e 100 di apertura del museo al Chiostrino. Per questo motivo l’impegno è di «completare la ristrutturazione dell’edifico attraverso il restauro del colonnato esterno, il completamento della nuova illuminazione e la riorganizzazione dei depositi, per aggiornare il catalogo delle opere custodite e rinnovare parzialmente la parte espositiva», si legge in una nota firmata dal presidente della società – appena riconfermato – Massimo Palazzi. Con l’obiettivo, inoltre, di preparare «iniziative, tra cui mostre e pubblicazioni, che possano consolidare sempre di più il legame con il territorio e la comunità gallaratese di ieri, di oggi e di domani».

Le cariche sociali e gli obiettivi

Lo scorso 10 giugno il nuovo consiglio direttivo ha confermato all’unanimità la presidenza di Palazzi. Ma anche le altre cariche sociali: Alessandro Dejana (vicepresidente), Beniamino Bordoni (segretario), Matteo Orfano (tesoriere), Matteo Scaltritti (direttore del museo). «Nell’esprimere la soddisfazione di poter lavorare in collaborazione con persone che si sono distinte per impegno durante il precedente triennio, ci prepariamo ad affrontare con entusiasmo non solo le attività di divulgazione, ricerca e valorizzazione che si sono consolidate nel programma culturale degli ultimi anni, ma anche gli importanti anniversari», le parole di Palazzi. «Il mio scopo è soprattutto quello di far capire che la storia è una grande occasione per emozionarsi, per comprendere la società, per confrontarsi con le paure di ogni generazione e trovare gli strumenti per superarle: questi strumenti sono già nel nostro museo, insieme all’antidoto contro l’ignoranza e l’incertezza, perché le opere e i reperti ci parlano e ci insegnano che i dubbi, i timori, le gioie, le esigenze e le conquiste degli uomini e delle donne che ci hanno preceduti sono come le nostre, nonostante il passare dei secoli, e la storia che conserviamo è la storia di tutti coloro che oggi vivono nella nostra società».

Le visite al museo

Viste le prossime sfide, «chiediamo a tutti i gallaratesi di aiutarci, venendo a conoscere questa realtà per sostenerci con il loro interesse, con la curiosità e la voglia di scoprire i tesori dell’Archeologia e dell’Arte Antica, che da oltre un secolo raccogliamo e conserviamo per le future generazioni», dice il presidente. «Ricordiamo la riapertura al pubblico del museo, la prima e la terza domenica di ogni mese fino a fine anno, nel pomeriggio dalle 15 alle 18: si potrà accedere gratuitamente e gli accompagnatori volontari del museo saranno lieti di illustrare le collezioni e di guidare i visitatori attraverso la sezione archeologica, la sala conferenze, la raccolta di epigrafi e la Pinacoteca, alla scoperta degli importanti documenti e delle opere d’arte conservate nel Chiostrino medievale». E ancora: «Ai ragazzi e ai bambini che saranno accompagnati da genitori o familiari verrà donata una guida del Museo, mentre gli adulti avranno a disposizione, ad offerta, le altre pubblicazioni della Studi Patri, dalle rassegne ai cataloghi delle mostre che nel corso degli anni sono state ospitate nello storico edificio».

L’origine dell’AI nel Gallaratese

Intanto, il prossimo appuntamento è per venerdì – 20 giugno – alle 21. Per una serata dedicata a Padre Roberto Busa e all’origine dell’AI nel Gallaratese. Saranno presenti Marco Passaroti (professore ordinario di Glottologia e Linguistica all’Università Cattolica del Sacro Cuore), Francesco Amigoni (professore ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni al Politecnico di Milano), Luigi e Piero Provasoli (imprenditori) e Giacomo Decio (imprenditore). Introdurrà Palazzi.

M24 TV – L’Italia, gli Alpinisti, la conquista del K2 nel libro di Palazzi: «Impresa epica»

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