GALLARATE – L’eliminazione dei vasoni dal centro storico, inserita nel programma elettorale e promessa a più riprese dal vicesindaco Rocco Longobardi nell’ottica del progetto “Gallarate green”, stride con quanto sta accadendo in via Mercanti. Dove sono più che raddoppiati, proprio sotto lo studio dell’avvocato Pietro Romano, impedendogli di parcheggiare la macchina nonostante il permesso di sostare in Ztl. Il noto penalista, in passato anche candidato sindaco con una lista civica, legge la manovra come una evidente ripicca nei suoi confronti: «Il contestatore va punito? Vorrei che Longobardi e l’assessore alla Sicurezza Germano Dal’Igna se lo mettano bene in testa: io non mi piego. E sono pronto ad andare immediatamente al Tar».
Multe e distanze
Secondo Romano, il raddoppio dei vasoni è «antiestetico e illegittimo», perché «vanno posizionati a 3 metri di distanza dalle abitazioni private ed evidentemente qui non rispettano le misure indicate dalla normative». Inoltre, creano una situazione che lui non esita a definire un paradosso: «Il Comune mi sta impedendo fisicamente ciò che mi autorizza, ovvero parcheggiare sotto la mia attività per scaricare i miei due cani. E persino mi sanziona, per sosta illegittima». L’avvocato, infatti, da quando non può parcheggiare davanti al portone di ingresso, lascia l’auto all’imbocco della via. «E da una settimana ho già preso tre multe, che naturalmente contesterò, vincendo come tutti i ricorsi che ho già fatto in passato contro il Comune di Gallarate».
Parole e fatti
Soprattutto, a meno che non ci sia davvero un’azione vessatoria nei suoi confronti, non capisce perché «in via Mercanti i vasoni siano passati da 3 a 7» quando la volontà esplicita dell’amministrazione era di eliminarli dal centro per spostarli nei rioni. «Ho avuto modo di parlare con Longobardi e mi ha risposto che è suo compito tutelare le attività del centro. Peccato che stiano facendo esattamente il contrario di quanto dichiarato, impedendomi di fatto ciò che mi consentono». Per Romano, le strade sono soltanto due: «O mi revocano il permesso, e voglio proprio vedere con quale giustificazione, o eliminano i vasoni». Di certo, conoscendolo, non è disposto ad arretrare di un centimetro.
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