Gallarate, le minoranze: «Il sottopasso di via Bolivia non si fa più. Costi troppo alti»

Gallarate sottopasso via Bolivia

GALLARATE – «Il sottopasso di via Bolivia non si farà, probabilmente per colpa del rincaro delle opere». Sventola una delibera di giunta, il consigliere d’opposizione Cesare Coppe (Città è vita). Documento alla mano, annuncia che «il Comune di Gallarate il 30 luglio scorso ha chiesto di stralciare l’opera dai finanziamenti di Regione Lombardia». E, al suo posto, di «inserire a pari importo – 1,9 milioni di euro – la ristrutturazione del viadotto della Mornera». Lo dice al termine della conferenza congiunta Pd, CèV e Lista Silvestrini convocata questa sera, 9 ottobre, per fare il punto sul tema delle compensazioni ambientali legate sia agli interventi in corso sia a quelli in agenda.

«Il sottopasso non si farà»

L’eliminazione del passaggio a livello di Crenna – l’ultimo in città – è «un’opera a cui ci siamo già opposti», ha premesso Coppe. «Abbiamo ora scoperto da una delibera di giunta, del 5 agosto, che il Comune ha chiesto di stralciare l’intervento il 30 luglio: non si farà più. E lo scopriamo per un caso fortuito». Il motivo, ha aggiunto, è «probabilmente per il rincaro, che era già partito da 3,4 milioni di euro nel 2022 e arrivato a 9,8 milioni di euro. Questo, e ne troviamo traccia sempre in una delibera di giunta, perché il finanziamento di Regione Lombardia per l’eliminazione dei passaggi a livello su due linee ferroviarie è lievitato anch’esso a 41 milioni di euro». Vicenda che il consigliere di minoranza ha definito «un bagno di realismo con cui si scontra l’amministrazione comunale, che deve rivedere il proprio piano strategico delle opere».

Per Giovanni Pignataro (Pd) è «una presa per i fondelli». Perché «proponiamo question time a cui si danno risposte di fantasia e ora scopriamo che il sottopasso non si fa». Così Margherita Silvestrini (Pd): «Questo conferma che, pur di avere un finanziamento, si propone l’unico progetto nel cassetto. Poi salta fuori la rinuncia, vuol dire che non era così utile». Presenti anche Carmelo Lauricella (Pd), Gianpaolo Bonetti (Pd) e Michele Bisaccia (Lista Silvestrini).

Il tour e la richiesta di compensazioni

Poi gli obiettivi legati al tour «a difesa delle aree verdi a rischio», che riguardano le zone «in cui sono previste opere che non riteniamo utili e che hanno un forte impatto ambientale», le parole di Pignataro. Oppure «quelle già realizzate, dove sono avvenuti grandissimi disboscamenti». Interventi come il collegamento fra la Pedemontana e la superstrada 336. Oppure il palazzetto dello sport a Moriggia («Da 6 milioni di euro di mutuo, un investimento sovradimensionato»). O ancora la nuova ferrovia di Malpensa. Cantieri che «esigono compensazioni ambientali nella stessa città di Gallarate». In zona industriale a Sciarè, ha aggiunto il capogruppo dem, «è stata disboscata un’area che è dieci volte più grande di quella in via Curtatone». Solo che, a differenza delle forti proteste che ci sono state per il progetto del campus scolastico tra Cajello e Cascinetta, nel caso di Sciarè tutto è avvenuto «nel silenzio e nella disattenzione generale». Quindi, la richiesta delle opposizioni: «Riteniamo che il Comune debba chiedere a chi fa questi interventi delle compensazioni in termini di piantumazione di superfici che siano uguali a quelle rasate al suolo». Un tema «importante che intendiamo portare alla cittadinanza, girando in luoghi che di volta in volta comunicheremo».

Sottopasso di via Bolivia, lievitano i costi ma Gallarate non rinuncia

gallarate via bolivia sottopasso – MALPENSA24
Visited 246 times, 1 visit(s) today