Gemonio: Giorgetti e Reguzzoni a casa di Bossi difendono la privacy della famiglia. Arriva anche Salvini

GEMONIO – Un abbraccio a Renzo Bossi, qualche frase sussurrata e la porta di casa, a Gemonio, che si chiude alle loro spalle. Giancarlo Giorgetti arriva in via Verbano, dove il Senatur ha vissuto con la famiglia, svicolando tra i giornalisti accampati all’esterno.

Giù le mani da Umberto

Non parla con loro, nessuna dichiarazione per celebrare il Senatur, lui che gli è sempre stato vicino, anche nei momenti più difficili, quando qualcuno voleva addirittura espellerlo dalla Lega “per alto tradimento”. Ridicolo, certo. Bossi un traditore? Forse coloro che gli hanno voltato le spalle, disatteso , meglio, vanificato il Bossi pensiero da cui tutto era cominciato sono da catalogare come traditori.  Non certo Giorgetti che, assieme ad Attilio Fontana, ha alzato barricate invalicabili: “Giù le mani da Umberto”.

Arriva anche Salvini

Nel tardo pomeriggio è arrivato anche il vicepremier Matteo Salvini che è rimasto con la famiglia del Senatur per circa un’ora e mezza. All’uscita non ha rilasciato nessuna dichiarazione salendo rapidamente sull’auto scortata e andandosene.

Reguzzoni e la famiglia Bossi

Dentro, nella spartana abitazione di Gemonio c’è già Marco Reguzzoni, l’ex enfant prodige leghista, il bustocco che avrebbe potuto scalare le montagne della politica romana e, a un certo punto, si è tolto di mezzo. Nessuno ha mai compreso fino in fondo quella decisione, seppure Reguzzoni sia rimasto per altro tempo ancora, prima di traslocare in Forza Italia, al fianco di Bossi. Componente dell’ipotizzato Cerchio magico che, secondo i beni informati, condizionava scelte, ordini e omissioni del Capo nei giorni successivi all’ictus che lo colpì nel 2004. Con Marco Reguzzoni, Rosi Mauro e pochi altri, forse Belsito, quello dei diamanti in Africa, il figlio Renzo, la moglie di Bossi Emanuela Marrone pochi altri. Che siano panzane o verità forse non lo sapremo mai. Fatto sta che a Gemonio, olte a Giorgetti, è stato ammesso proprio Reguzzoni.

A Pontida unico momento pubblico

Che è l’unico che, prima di andarsene, rilascia una stringata dichiarazione sul giorno e l’ora dei funerali in programma domenica a Pontida. Non un cenno a cosa si siano detti sino a quel momento lui, il ministro dell’Economia e i famigliari di Bossi. Nel frattempo Giorgetti si fa venire a prendere dal Suv della scorta fin dentro il giardinetto di casa, a rischio di complicate manovre, sempre per evitare la stampa. Memorabile la ritrosia dell’uomo di Cazzago Brabbia verso gli scriba rompi scatole, mutismo da indomito laghèe, anche se nella circostanza forse una frase non avrebbe scalfito il lutto, di più, il comprensibile dolore. Giorgetti rimanda tutti gli impegni, anche la partecipazione, prevista e molto attesa, agli Stati Generali sulla Salute in corso nella vicina Varese. Ma è più che giustificato, ci mancherebbe. Intanto, ci si chiede dove sia il feretro. Il riserbo della famiglia è massimo, per conto di moglie e figli di Bossi risponde Reguzzoni: “L’unico momento pubblico sarà a Pontida, al funerale”, Nessuna camera ardente, nessuna commemorazione in terra varesina. Per evitare assembramenti e per non invadere la privacy famigliare. Che rimane chiusa nell’abitazione di via Verbano dove, molto presumbilmente, è stata composta la salma del fondatore della Lega. Si sa, ma non si può dire.

gemonio bossi giorgetti reguzzoi – MALPENSA24

 

Visited 822 times, 2 visit(s) today