Top manager del giornalismo muore a 54 anni, addio a Daniele Cavaglià

Il sorriso aperto dietro la grande scrivania piena di monitor con le andature di mercati e inserzioni, notizie in tempo reale e il telegiornale, aperta sul luminoso ufficio di viale Majno. Daniele era così, la giacca aperta su una schiettezza irrinunciabile, la mente in costante in movimento e il pensiero fisso a casa, a Fulvia e Martina, a quel guizzo di biondo lentiggine che rendeva il ritorno a casa il premio per le lunghe settimane di investimenti, ragionamenti, scelte di campo, mai di fretta e mai a caso. Un uomo semplice con una grande capacità di manovra, come quella necessaria a spiegare le vele in mare aperto, quel misto di incoscienza, curiosità e determinazione, necessarie per guidare la sua barca a vela, tra le onde alte dell’oceano della politica e della cronaca, anche partendo da un porticciolo ligure. Una lotta silenziosa, la sua, per mantenere integra quell’etica di pensiero e del fare giornalismo che, piaccia o meno un determinato schieramento politico, oggi è davvero qualcosa di raro da incontrare. Uomo che si apre alle possibilità, che tende la mano, che crede nelle idee e nelle innovazioni se si fida di chi ha davanti, così voglio ricordare Daniele Cavaglià. Grande uomo e grande amico, che questa mattina ci ha lasciato dopo una lunga battaglia.

Il percorso professionale

Daniele ha intrapreso il suo percorso professionale molto giovane nel settore delle attività alberghiere, per poi orientarsi verso iniziative imprenditoriali nell’organizzazione di eventi. La sua ascesa come stimato top manager è avvenuta all’interno del gruppo Angelucci, dove ha inizialmente lavorato nell’ufficio commerciale di Libero Quotidiano fino a diventarne il direttore. In quella veste ha ideato campagne promozionali di grande impatto che hanno consolidato il successo del giornale. Nel corso degli anni ha ricoperto incarichi di vertice come amministratore delegato e direttore generale di Libero Quotidiano, oltre a far parte del consiglio di amministrazione de Il Tempo. La sua visione si è estesa alla direzione generale de Il Riformista e alla presenza nei consigli di amministrazione del Corriere dell’Umbria e dei Corrieri di Rieti, Viterbo, Arezzo e Siena. È stato un pioniere nell’intuire l’importanza dell’integrazione tra il web e la carta stampata, creando sistemi informativi avanzati. Questo lungo curriculum è stato celebrato nel 2019 con il premio internazionale Leone d’Oro alla carriera a Venezia, riconoscimento che ha dedicato alla memoria del suo mentore Roberto Crespi.

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