Chi va e chi viene. Nel rimpasto di giunta a Busto Forza Italia medita l’addio

busto consuntivo magugliani tari

BUSTO ARSIZIO – Il giorno dopo la nascita del nuovo gruppo consigliare la politica bustocca si divide tra chi osserva in silenzio e chi tira qualche calcio nelle caviglie da sotto il tavolo delle trattative per “azzoppare” gli amici – nemici dentro una coalizione di centrodestra, sempre più simile a una polveriera. E con l’unico scopo di conquistare un posto al sole in una stagione amministrativa che, a detta di molti addetti ai lavori, sembra avere la data di scadenza. Come lo yogurt.

Il silenzio della Lega

Quello che doveva dire la Lega l’ha detto. Poche parole e tanti numeri: 4 assessori in giunta, subito la presidenza di Agesp spa (che però slitta attorno al 10 luglio) e, in prospettiva, anche quella di Agesp energia. Richieste che al momento non hanno margini di trattativa. Tanto che quando il sindaco ha tentato di dirottare Giampiero Reguzzoni, leghista di ferro indicato dal partito per guidare la spa, su una partecipata provinciale, ha incassato il no dal segretario cittadino Francesco Speroni. Insomma il Carroccio detta la linea, anche se apparentemente lascia il timone nelle mani di Antonelli, il quale a sua volta spera che l’ala leghista meno oltranzista, lavori sotto traccia all’interno della sezione bustocca, per far abbassare le pretese e scendere a 3 assessori. Cosa che darebbe al primo cittadino maggiori margini di manovra nella composizione della giunta.

La forza del nuovo gruppo

Quanto pesa il nuovo gruppo? Se il parametro di riferimento sono le mani alzate tanto. Almeno quasi quanto la Lega. “Idee in Comune“, infatti, con 5 consiglieri, è la seconda formazione più numerosa in sala Esagonale. Ma in politica non è solo una questione di voti a favore e di pura matematica. Soprattutto quando la forza da pesare è quella di una formazione che, oltre a non avere cappelli politici, ha pure anime differenti. Insomma oggi “Idee in Comune” conta 5, ma da qui in avanti, a seconda delle situazioni potrebbe contare 3, 2 o forse 1. Soprattutto se la richiesta di essere adeguatamente rappresentati in giunta, ovvero 2 assessori, verrà disattesa. Ma anche qui dipenderà da come il sindaco deciderà di plasmare gli equilibri.

Le mani libere di Forza Italia

A oggi Forza Italia è l’unico partito consigliare a Busto ad avere ancora il nome Antonelli nella dicitura del gruppo. Ma questo potrebbe non bastare per avere salvi i due posti in giunta. Alessandro Chiesa, da tempo, è stato designato come la vittima sacrificale, tanto che ormai l’unico, in maggioranza, a difendere l’assessore e la doppia posizione nella squadra di governo è rimasto Gigi Farioli, incaricato dal commissario provinciale Caliendo quale punto di riferimento, con il mandato di arginare la fuga di voti, ma anche di ricostruire.

Non si può non evidenziare che Forza Italia è anche l’azionista di maggioranza più bistrattato, negli ultimi due mesi, da buona parte del centrodestra. Sindaco compreso. Il quale, invece, dovrebbe essere grato (non solo a parole) al partito di Berlusconi, decisivo per la sua candidatura ed elezione a sindaco, ma anche a presidente della Provincia. L’andirivieni etero diretto di Roberto Ghidotti, il ritorno sui suoi passi di Livio Pinciroli riaccolto in Lega sono stati letti dal partito come due mosse per scardinare definitivamente le posizioni acquisite dai berlusconiani. Tanto che all’interno degli azzurri bustocchi è stata avviata una riflessione seria su quale posizione assumere in caso di ulteriori schiaffi politici. Ipotesi che potrebbero anche aprire scenari differenti dall’appartenenza alla maggioranza. Perché è vero che i berlusconiani a Palazzo Gilardoni sono ridotti ai minimi termini, ma è anche vero che il partito, sul territorio, ha iniziato a dare di nuovo segnali di vitalità. Nei giorni scorsi, infatti, un buon numero di forzisti, non solo bustocchi, si è riunito fuori città per iniziare a cucire una possibile proposta politica. E in quella sede si è parlato anche della complessa situazione bustocca e di come l’ormai piccola e disorientata Forza Italia potrebbe anche dare un segnale a Palazzo Gilardoni. Che sicuramente non gli restituirebbe la forza di un tempo, ma certamente la dignità che merita chi, avendole provate tutte, decide di rompere con un fronte opportunista e salutare una compagnia schizofrenica e in balia della difesa delle poltrone.

giunta busto forza italia – MALPENSA24