Gli “errori” di Israele rischiano di oscurare la Memoria

bottini israele hamas

di Gian Franco Bottini

Quando si verificarono i fatti del 7 ottobre dello scorso anno, di fronte alle nefandezze che i servizi giornalistici ci presentavano, la maggioranza degli italiani ritenne giusta, anzi inevitabile, la reazione di Israele, che aveva il sapore di una legittima difesa e di protezione dei suoi cittadini rapiti. In un sondaggio di questi giorni la maggioranza degli italiani, sempre di fronte a ciò che ci mostrano i servizi giornalistici, pare sempre più ritenere che la protratta reazione israeliana sia esagerata, per non far propri i termini usati dalla Corte dell’Aia.

Dall’ottobre scorso ad oggi, l’opinione pubblica internazionale, di fronte ai disastri civili nella striscia di Gaza, ha via via spostato la sua lancetta sul rosso e, sulla scorta delle più recenti emozioni, può succedere  che venga dimenticato che tutto nasce dal vile massacro operato da Hamas. Noi siamo ovviamente facenti parte dell’opinione pubblica e possiamo ragionare solo per quello che i media ci forniscono, ma non possiamo certo non indignarci di fronte alle immagini di colonne di civili, a dir poco “disastrati”, costretti a continue transumanze per sfuggire alle bombe che cadono sulle loro teste.

Certo Israele si è scusato qualche giorno fa per aver commesso “l’errore” di aver ucciso una quarantina di civili per colpire due capi di Hamas (tra l’altro di secondo livello); peccato che non sono le prime scuse del genere a fronte di “errori” del genere. Non vorremmo mai pensare che per qualcuno la vita di due “capetti” di Hamas vale di più di quella di una quarantina di poveracci!

Certo che una potenza militare super tecnologica come Israele, che ha dimostrato nel passato di saper colpire chirurgicamente un edificio a migliaia di chilometri di distanza, possa fare degli “errori” così marchiani a pochi metri dall’uscio di casa, crea qualche dubbio. Dubbio che, col passare del tempo, può nascere anche pensando che i famosi “servizi segreti” israeliani, temuti nell’intero universo, questa volta non abbiano saputo prevedere quanto Hamas stava organizzando appena “dietro l’angolo di casa”. Con tutto quel popò di movimento terra per creare chilometri di tunnel che avrebbe immediatamente incuriosito qualsiasi modesto vigile urbano del Varesotto.

bottini israele memoria
Gian Franco Bottini

Tutti questi dubbi, perplessità e dissensi fanno pensare ad una scarsa voglia di Israele di sospendere la mattanza e stanno sicuramente facendo male, nell’opinione pubblica, ad Israele ma non solo. Stanno facendo male alla democrazia che in tutti questi decenni ha visto,  come suo simbolo di difesa verso il nazismo e i sistemi totalitari, il ricordo del genocidio di cui fu vittima il popolo ebreo nello scorso secolo. E siccome i fatti più recenti, come si è già detto, rischiano di cancellare il ricordo di quelli più lontani, sarebbe oltremodo grave che, soprattutto per le nuove generazioni testimoni del presente, si perdesse il corretto giudizio su un passato ben più grave dal quale sanguinosamente si originò la nostra attuale  libertà.

Sarebbe oltremodo triste che lo scorso 27 gennaio “Giorno della Memoria” debba venir ricordato come  l’ultimo con una pressoché convinta unanime partecipazione, soprattutto delle scuole e dei giovani. Sarebbe un grave danno per tutti i Paesi che amano e difendono la democrazia perché, se si incrina la “Memoria”,  sarà pesante lo sforzo di sostenerla venendo naturalmente a mancare la presenza fisica di chi potrebbe testimoniarla.

I fatti di ieri, seppur incomparabili nella loro gravità ed ampiamente documentati, rischiano di perdere valore nell’”opinione pubblica” più giovane, testimone diretta dei fatti di oggi. Un danno gravissimo per la democrazia e una probabile spinta ad un assurdo revanscismo.

bottini israele hamas – MALPENSA24