Golasecca, il sindaco Claudio Ventimiglia si congeda: «Ho altre sfide da affrontare»

GOLASECCA – Sono passati undici anni, era il 2015: Claudio Ventimiglia diventava sindaco di Golasecca per la prima volta, confermato poi alle Amministrative del 2020. In mezzo ci sono state diverse sfide da affrontare, su tutte la Pandemia. Fino alle battaglie personali, legate alla propria salute. Un percorso che termina qui. Nel 2026, come ha già annunciato mesi fa, non scenderà in campo per guadagnarsi la fascia tricolore un’altra volta. Lascia la politica e saluta la sua gente: «È stato un grande onore servire questa comunità».

Le sfide dell’ultimo mandato

Ventimiglia ha raccolto il suo saluto alla politica in una lettera, indirizzata ai cittadini di Golasecca. «Si dice che ogni stagione abbia il suo tempo e ogni progetto il suo compimento», scrive consegnando la relazione di fine mandato. «Si chiude formalmente un ciclo amministrativo che per me è stato, prima di tutto, una straordinaria esperienza di vita». E coglie l’occasione per «riflettere sul cammino percorso in questi ultimi sei anni: un mandato che la storia ha reso diverso dai programmi originali». Parla dell’emergenza pandemica, che ha posticipato le elezioni dall’autunno 2020 e ha di fatto «esteso la nostra responsabilità per un ulteriore anno». Undici anni fa «abbiamo iniziato il percorso di Aria Nuova, partendo nel 2015 con una vittoria sottile, ma carichi di speranza». Poi sono arrivati «gli anni più difficili della nostra storia recente, quelli dell’emergenza sanitaria, che ci hanno visti uniti nelle difficoltà e solidali nel dolore». E dice, rivolto ai cittadini: «La vostra risposta nel 2020, con un consenso triplicato è stata per me e per la mia squadra la prova più bella. La dimostrazione che il lavoro serio, silenzioso e onesto viene sempre riconosciuto. Tuttavia, il servizio alla comunità richiede un’energia e una presenza che non possono conoscere soste».

Ora le battaglie personali

In quest’ultimo anno, spiega Ventimiglia, «la vita mi ha posto davanti a una sfida personale imprevista: mi è stata diagnosticata una malattia polmonare importante». Si tratta di «una patologia complessa che richiede cure costanti e che, con ogni probabilità, rappresenta il segno delle battaglie combattute in prima linea durante gli anni del Covid per la salvaguardia e l’incolumità di tutti voi». Attualmente è seguito con grande professionalità dai centri sanitari specializzati di eccellenza. «Mi dedicherò a questa mia battaglia personale con la stessa dignità e lo stesso coraggio con cui, insieme, abbiamo affrontato le sfide di questi anni». E ancora: «Questa nuova strada che mi trovo a percorrere mi impone una riflessione profonda. Amministrare significa guardare lontano, progettare il domani con vigore. Per il rispetto che porto verso questo Comune, non me la sono sentita di affrontare un terzo mandato. Sarebbe stato un azzardo che la mia coscienza non mi permette: la nostra comunità merita una guida che possa garantire continuità e forza per l’intero quinquennio, doti che oggi la mia salute non mi consente più di promettere con la certezza di un tempo».

La decisione

La decisione è stata, quindi, di farsi da parte: «Non è una scelta di stanchezza, ma di profondo rispetto per le istituzioni. Credo nel ricambio generazionale e credo che un buon sindaco sia colui che sa quando è il momento di lasciare spazio a nuove energie, dopo aver tracciato una rotta sicura. Restituisco un Comune sano, con i conti in ordine e con una visione di futuro solida, grazie al lavoro svolto in questi anni. Lascio l’impegno amministrativo, ma non il legame con chi ha creduto in me. Mi dedicherò a questa mia battaglia personale con la stessa dignità e lo stesso coraggio con cui, insieme, abbiamo affrontato le sfide di questi undici anni. Grazie per la fiducia e per l’affetto».

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